Se l’articolo precedente era uno sprone ad esimersi dall’obbligo di dire ad un cretino che egli è un cretino, quello che segue può essere visto come l’opposto impegno nel dire ad un fiore che egli è un fiore.
Non ho scritto di dire ad un cactus che egli è un bellissimo fiore. Quella sarebbe adulazione, non apprezzamento.
Ma vediamo cosa ne dice Dale Carnegie nel suo capitolo dal titolo “Il grande segreto per trattare con la gente”, un capitolo che mi ha insegnato molto e che mi onoro di presentarti:
Inizia affermando che vi è un unico modo per ottenere da qualcuno quello che vogliamo, e cioè fare in modo che l’altra persona voglia quello che vogliamo noi.
Si può usare la violenza, la minaccia o il ricatto per persuaderlo, ma questi sistemi hanno spiacevoli controindicazioni.
Il solo modo senza problemi per ottenere dalle persone qualcosa è che anche loro lo vogliano.
Ma di solito, cosa vuole la gente?
Secondo Freud sesso e desiderio di grandezza, chiamato da John Dewey “Il desiderio di essere importanti“.
Insieme ricordiamo la salute, il cibo, il sonno, il denaro e le cose che ci si possono comprare, la vita, la gratificazione sessuale, la felicità dei figli, sentirsi importanti.
L’ultima è difficile da ottenere, e William James disse “Una delle più radicate caratteristiche della natura umana è quella di perseguire infaticabilmente l’apprezzamento altrui.” Perseguire infaticabilmente.
Siamo di fronte ad una fame insaziabile e chi riesce a soddisfare onestamente questo bisogno avrà la gente dalla sua parte.
Dopo un elenco di personalità famose e di come il bisogno di sentirsi importanti abbia determinato il loro successo, l’autore riporta le parole di Charles Schwab, un trentottenne pagato un milione l’anno quando chi guadagnava 50 dollari a settimana era considerato benestante.
C. Schwab non era il più esperto nel suo lavoro, anzi sapeva di avere alle sue dipendenze uomini più in gamba e più competenti di lui.
Il suo segreto era la capacità di trattare con la gente, e l’autore tiene a sottolineare che le sue parole dovrebbero essere studiate a scuola al posto della quantità di pioggia che cade in Brasile ogni anno o della coniugazione dei verbi latini:
“Ritengo che la mia più grande qualità sia quella di destare in chi mi circonda il massimo entusiasmo, e questo soprattutto grazie al riconoscimento dei meriti di ciascuno e l’incoraggiamento continuo.”
La maggioranza delle persone si comporta in modo opposto: quando una cosa non va bene si arrabbia mentre quando una cosa viene fatta bene nessuno dice niente come se fosse tutto dovuto.
Quando uno dei soci di John D. Rockefeller perse un mucchio di soldi in un investimento sbagliato, John avrebbe potuto rimproverarlo con tutte le ragioni, ma sapeva che il socio aveva fatto del suo meglio. Invece di criticarlo trovò il modo di congratularsi con lui perché era effettivamente riuscito a salvare il sessanta per cento del capitale investito.
Se il segreto fosse quello di adulare la gente, sarebbe troppo facile e chiunque sarebbe esperto di relazioni sociali.
Effettivamente, la lusinga serve a poco con persone di buon senso. E’ superficiale, falsa ed inefficace. Esistono persone che si bevono anche quelle, esistono superiori che si lasciano leccare da perfetti imbecilli, ma solo perchè sono ancora più imbecilli di coloro che li leccano.
Parlando di come farsi degli Amici e di come trattarli siamo costretti a parlare solo di persone di alto livello, per cui valga la pena provare amicizia. E con queste la lusinga sperticata porta solo guai.
Qual è la differenza fra apprezzamento e adulazione?
Semplice.
L’apprezzamento è sincero.
L’adulazione è falsa.
Quest’ultima viene dalla bocca e non dal cuore, e chiunque può pronunciarla continuando a pensare a se stesso ed ai propri scopi.
Per pronunciare un sincero apprezzamento, al contrario, è necessario smettere di pensare a se stessi e focalizzarsi sui pregi e sui meriti di un’altra persona.
Se si riesce a smettere di pensare a se stessi per così tanto tempo da riuscire a mettere a fuoco anche i pregi altrui, non c’è nessun bisogno di ricorrere all’adulazione o alla menzogna.
Non ci vuole molto, basta sprecare una parola di lode per lo chef se gusti un buon piatto al ristorante, ringraziare una commessa per la sua gentilezza e rilevare che è stata molto paziente anche se era evidentemente stanca morta: le occasioni sono infinite nella vita quotidiana di ognuno di noi.
Cerchiamo di manifestare un po’ di gratitudine, sprizziamo qualche scintilla di simpatia nella nostra vita quotidiana; è sbalorditivo constatare quante fiammelle di amicizia si accenderanno intorno a noi.
Emerson diceva: “Tutti gli uomini che conosco sono più bravi di me in qualcosa. E in questo campo, imparo da loro.”
Smettiamo per un momento di pensare ai nostri successi, ai nostri desideri. Cerchiamo di ricordare anche i pregi altrui. E niente adulazione. L’apprezzamento dev’essere onesto e sincero. Sii pieno di calore nell’approvare l’operato altrui, sii prodigo di lodi meritate, e la gente si godrà ogni tua parola, ne farà tesoro e la ricorderà tutta la vita, anni e anni dopo che avrai scordato anche che faccia aveva.
Purtroppo questo vale anche al contrario: esprimi un giudizio malevolo e qualcuno se lo ricorderà per anni ed anni, anche dopo che ti sarai dimenticato della sua faccia.
Buona caccia!












Helen, 40 dal Venezuela scrive:













