Il Dito nell’Ingranaggio

Tra le frasi più difficili da pronunciare in qualsiasi lingua, subito dopo le circonvoluzioni retoriche della legge interpretabili a fantasia del giudice e dopo alcune espressioni medico-scientifiche, troviamo frasi all’apparenza semplici nella vocalizzazione, ma che richiedono una grande padronanza di se per essere pronunciate:

“mi sono sbagliato”; “ho fatto un errore di valutazione”; “mi sono esposto senza avere tutti gli elementi per giudicare”; “faccio un passo indietro”…

Il manipolatore conosce bene questa difficoltà lessicale, e ne approfitterà utilizzando una tecnica chiamata il dito nell’ingranaggio.

Con questa tecnica, partendo da una piccola manipolazione “sotto il livello dei radar” il manipolatore arriverà lentamente, colpo su colpo, ad una grande manipolazione.

Si comincia con qualcosa di piccolo, quasi insignificante, per far ambientare la preda.

Il manipolatore sa bene che nella cultura giudaico-cristiana, in cui la correttezza, l’onestà e la coerenza sono virtù, la preda si sentirà prigioniera della propria parola, dell’impegno preso.

Sfruttando questi due bug, non sarà difficile per il malintenzionato ottenere una promessa o un piccolo impegno davanti ad una piccolissima richiesta.

L’impegno diventa poi progressivo, e si finisce per perdere tutto per non perdere la posta iniziale.

Perdere il braccio per non lasciarci il dito.

Ogni bambino capisce il meccanismo, e s’ingegna in tutti i modi per strappare una promessa al genitore.

Poi, una piccola richiesta non impegnativa viene seguita da richieste via via più grandi.

Siamo esseri automanipolabili, e cerchiamo continuamente di razionalizzare e dare un senso alle nostre scelte.

Per questo, saremo noi stessi a giustificare i nostri atti, cercando nella realtà prove in grado di rafforzare la nostra convinzione.

E’ molto più facile pensare “sto facendo la cosa giusta per questo e quest’altro motivo” che “mi sono sbagliato”.

Esempio:

A: “mi dai uno strappo con la macchina che sono a piedi?”

B: “certo”

A: “ah, prima ti dispiace passare a prendere da mangiare per il gatto, così quando arrivi ci risparmiamo un giro?”

B: “beh, certo..devi fare molti giri?”

A: “beh, qualcuno..ma se ti dispiace vado in taxi, te l’ho chiesto perchè mi hai detto che potevi”

B: “no, no, figurati, arrivo”

A:  ”grazie di essere venuto, guarda un favore solo, aiutami a portare giù il divano che lo porto dove si buttano i rifiuti ingombranti”

B: “beh, ormai che son qui…”

A: “Ecco… aiutami a legarlo con le funi sopra la tua macchina, non ti secca aiutarmi a portarlo via, vero?”

B: “ma non si può chiamare il camion apposito?”

A: “eh, ma si prendono un sacco di soldi…”

B: “va beh, montiamolo”  Nota: E’ illegale.

Arrivati sul posto:

A: “Cavolo, è chiuso, era meglio informarsi prima sugli orari.”

B: “E adesso?”

A: “beh, ora che abbiam fatto 30 facciamo 31, finiamo gli altri giri che dovevo fare, poi magari ci puoi tornare tu quando è aperto”

B: “ma abito dall’altra parte della città, mi viene scomodo…”

A: “ma che te ne frega! buttalo sta notte vicino ad un cassonetto isolato, che non ti vede nessuno”

B: -sbagliato: “sì, in qualche modo farò.” Pensiero: “gli ho detto che lo avrei aiutato, dopotutto cosa mi costa?”

B: -giusto, anche se in ritardo: “mi sono sbagliato, mi dispiace ma non ti posso aiutare, ti ho dato un dito e ti sei preso il braccio… ora ti porto a fare l’ultimo giro perchè è di strada e poi ti scarico il divano a casa, vedi tu se ti può aiutare qualcuno.”

La tecnica del dito nell’ingranaggio, viene usata anche nel lavaggio del cervello.

Durante la guerra nel Vietnam, soldati americani prigionieri lanciavano alla radio delle sincere e non forzate accuse al proprio paese.

Nessuno li aveva torturati o forzati, anche se la minaccia della tortura era sempre nell’aria per creare tensione e sottomissione nelle loro menti.

Semplicemente, venivano loro rivolte domande apparentemente insignificanti come:

Ci sono ingiustizie sociali nel vostro Paese? Esiste la miseria da voi?

Qualunque sia il Paese, è impossibile non rispondere affermativamente.

Dopodichè si facevano firmare ai prigionieri queste affermazioni.

A quel punto, ad automanipolarsi è il prigioniero stesso, per rimanere coerente con ciò che ha firmato.

Dichiarazione dopo dichiarazione, i prigionieri finivano per firmare un vero e proprio atto d’accusa, e la cosa sorprendente è che essi stessi finivano per crederci, mentre il loro inconscio cercava nella realtà prove di ciò che avevano detto e firmato.

A quel punto convincerli a leggere l’atto d’accusa via radio era un semplice piccolo passo. “Hai fatto 30, fai 31!”

La tecnica del dito nell’ingranaggio è usata anche nella vendita, anche se in questo settore viene chiamata il piede nella porta.


Il nome è ispirato dal piede che il venditore di aspirapolveri mette nella porta per impedirvi di chiuderla ed infilarsi in casa vostra.

Non si tratta di un vero e proprio piede, ma di una frase che non vi farà chiudere la porta.

Dalle promesse di lasciarvi solo un depliant informativo, a elementari manipolazioni come: “posso avere un bicchier d’acqua?” “Sono stanchissimo, posso sedermi un minuto?” “posso usare il bagno?”

I truffatori che vendono gadget di nessun valore in favore di inesistenti associazioni per il recupero dei tossicodipendenti, per gli orfanotrofi ad Haiti, oggetti fabbricati da inesistenti non vedenti o  sordomuti, utilizzano la tecnica del piede nella porta continuamente, anche fermandovi per strada.

Non vi diranno:

“vuole comprare un oggetto brutto ed inutile da 50 centesimi per 10 euro che andranno agli ex tossicodipendenti?

Ma diranno:

“Ciao, ti posso fare una domanda?”

Sbagliato: Sì

Giusto: mi dispiace, non ti posso aiutare.

“hai delle riserve contro i ragazzi portatori di handicap?”

Sbagliato: no, certo!

Guarda questo ciondolo che loro costruiscono… e lo mette quasi a forza in mano alla preda.

“studi o lavori?”

- studio

“beh, allora tuo padre ti passa qualche soldo”

Sbagliato: sì…

“allora fai un’offerta di dieci euro che per te non sono nulla ed aiuterai i ragazzi handicappati che hanno costruito questo ciondolo”

Oppure:

- Lavoro.

“Ah, allora per te 10 euro non sono nulla, se pensi che puoi aiutare i ragazzi handicappati che hanno costruito questo ciondolo…”

Una tecnica strettamente imparentata con il dito nell’ingranaggio e col piede nella porta, è la grande richiesta seguita da una piccola richiesta:

- “Papà mi daresti duemila euro?”

- “No.”

- “Allora dammene 100.”

- “Posso venire a casa tua per un mese?”

- “No, non posso bla bla bla”

- “Allora  solo per questa notte.”

In questo caso il manipolatore ottiene dalla preda qualcosa che se fosse stata chiesta subito e direttamente, sarebbe stata probabilmente rifiutata.

La preda, felice di cavarsela con poco, accetterà di buon grado.

Manipolare Attraverso la Comprensione

Zingare, psicologi, indovini, astrologi, numerologi, cartomanti, persone con esperienza di vita, mentalisti, appassionati di cold reading, di comunicazione non verbale, Profiler dell’ FBI, persone che sanno legare un certo carisma alla capacità di entrare in empatia e fare uno screening di altre persone… tutte queste figure, ma anche parrucchieri, truccatori, persone che sono abituate a parlare con molte persone come anche taxisti, commesse, baristi… Tutte queste figure, e molte altre, hanno una cosa in comune:

Possono dirvi alcune cose di voi che non gli avete detto.

Alcune informazioni sono valide per tutti gli esseri umani del vostro sesso, altre sono raccolte in base ai vostri segnali, atteggiamenti, abbigliamento ecc.

Altre sono, come nel caso della lettura a caldo, raccolte senza che voi lo sappiate da internet o da comuni conoscenti.

Perchè ne parlo nella serie Mind Manipulation?

E’ semplicissimo:

la maggior parte delle persone si fida ciecamente di qualcuno, anche perfettamente estraneo, che sappia “capirle”.

Ho conosciuto quel ragazzo e mi sembrava di conoscerlo da una vita… lui mi capiva, sapeva molte cose di me…

Ho conosciuto questa persona… abbiamo gli stessi identici gusti su tutto, la pensa come me… mentre parlavamo capivo di aver trovato un vero amico

Sei solo scettico, quando sono andato da lei non mi aveva mai conosciuto, eppure mi ha detto cose precisissime di me…quindi seguirò i suoi consigli

Il bug, in tutto questo procedimento, è che per uno strano motivo l’essere umano tende a mettersi completamente nelle mani di chi dimostra di leggergli dentro, di capirlo.

Mi è capitato moltissime volte, in qualità di cacciatore e non di preda, di ottenere la completa e sottomessa fiducia di qualcuno o qualcuna solo per aver parlato di quella persona come solo un conoscente intimo avrebbe potuto fare, e forse anche molto di più.

Il problema, a quel punto, è stato che queste persone mi hanno messo in mano ogni scelta sul loro futuro, anche se erano persone adulte, laureate e con un’ottima posizione.

Non ne ho approfittato, ma una zingara che avesse detto loro le stesse cose avvalendosi di un po’ di atmosfera, come sfera di cristallo, mano o carte.. avrebbe probabilmente spillato loro dei soldi in cambio dell’incantesimo per togliere il male che aveva saputo vedere.

Forse la storia della zingara fa ridere a molti, anche se ho conosciuto personalmente una persona insospettabile che a 40 anni si è fatto portar via tutti i soldi e la casa per farsi togliere il malocchio.  ”Hanno dei poteri, non mi hanno preso in giro, sapevano cose di me che non potevano sapere, come che sono cresciuto senza padre perchè è morto…

Io stesso per farmi ascoltare da una persona che stava attraversando un periodo nero nella sua vita, ho dovuto comprare un paio di trucchi da mago e, dopo averli inscenati, ho avuto la sua più totale attenzione, grazie alla quale ho potuto prendere il timone e risolverle la maggior parte dei guai. Gratis.

Ma che amarezza… dicendole le stesse cose non mi aveva ascoltato, dopo aver fatto cadere una penna truccata col pensiero ed aver fatto diventare bollente un po’ di carta stagnola nella sua mano col pensiero…solo allora dall’alto della sua laurea e dei suoi 37 anni di esperienza ha tolto ogni pensiero critico nei miei confronti e si è affidata ai miei consigli.

E se fossi stato male intenzionato?

Ho fatto questi esempi al limite, ma non siano una scusa per non affrontare la questione, liquidandola con “io non credo a queste cose”.

Il fatto è che, prima d’averci ben riflettuto, ogni persona che capisca qualcosa di noi acquista immediatamente un forte ascendente, non importa che sia un mago o un indovino. Può essere il lattaio sotto casa che sembra capire cosa ci turba dallo sguardo.

Automaticamente, ci sentiamo portati a chiedere a chi ci capisce soluzioni e consigli, a metterci nelle sue mani.

Questo ovviamente a vari livelli, che vanno dal riflettere su cosa ci ha detto, cambiando magari una nostra scelta, fino al farci portar via i risparmi di una vita da una signora che al telefono ha indovinato i nostri problemi di fegato.

Questo post è quindi un invito a:

-Mantenere il proprio centro quando qualcuno sembra condividere i nostri valori, sentimenti ed idee

-Mantenere il proprio centro quando qualcuno riconosce alcune nostre qualità facendoci dei complimenti che crediamo di meritare

-Mantenere il proprio centro quando qualcuno sembra conoscerci da una vita

-Mantenere il proprio centro quando qualcuno ci spinge a far qualcosa o a non farla dopo aver dimostrato comprensione per noi

-Mantenere il proprio centro quando qualcuno sembra volerci bene ed amarci proprio nel modo che desidereremmo

-Mantenere il proprio centro quando qualcuno capisce ciò che stiamo pensando, magari dopo averci osservati

-Giocare in attacco, dedicandosi ad osservare gli altri e studiare tutto il possibile su cold reading, instant profiling, comunicazione non verbale e tutte le molte materie che concorrono a farci capire noi stessi e le altre persone

Quando però usiamo questa o altre forme di manipolazione per aiutare gratuitamente le persone che ci circondano, entriamo nella sfera dell’influenza e della persuasione, divisa da una linea sottile e sfuocata dalla manipolazione.

Fiuto di Caccia – XI parte – Esercizi 5

Eccoci finalmente alla parte relativa all’area sociale e di sopravvivenza.

Ripubblico lo schema seguente per ricordare di cosa stiamo parlando:

Le abilità olfattive in queste aree sono in parte acquisibili con l’esercizio ed in parte innate ma migliorabili.

Inoltre, molte di esse funzionano inconsciamente ed in maniera cross-modale per confronto di feed back visivi ambigui. ( Chen, Rice University).

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Fiuto di Caccia – X parte – Esercizi 4

Seguire la pista

Per questo esercizio serviranno:

  • un piatto di plastica da pizza o un cartone vuoto da pizza o un vassoio
  • miele
  • un cucchiaino
  • benda

Col cucchiaino, disegnare una pista di miele sul piatto.

Dovremo seguire a naso la pista, dopo esserci bendati.

Bene, quale aroma floreale caratterizza questo miele?

Una variante più difficile consiste nel creare un’altra pista di un aroma più forte, e poi cercare di seguire quella del miele.

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Fiuto di Caccia – IX parte – Esercizi 3

Abbiamo cominciato a distinguere alcuni tipi di odore, ma non sappiamo ancora riconoscerli tra altri, senza l’ausilio della vista o seguirne la traccia.

Per l’esercizio seguente, servono dei bicchierini in plastica da caffè, una benda per gli occhi e tante sostanze già conosciute quanti sono i bicchierini che vogliamo usare.

Non solo dovremo cercare di riconoscere gli odori da bendati, senza guardare di sbieco…

Ma dovremo cominciare ad alfabetizzarci un po’ a livello olfattivo, cercando di discernere tra odori intensi, persistenti, gradevoli, fini, armonici, acri…

Puzza/profumo Cattivo/buono non basta più.

Il naso ha la possibilità di distinguere migliaia di aromi, mentre la lingua solo 5 gruppi di sapore: dolce/amaro/salato/aspro/umami .

Eppure, spesso ci limitiamo a contare solo due famiglie di odori: puzza/profumo, ancor meno che la limitatissima lingua…

Nell’eseguire gli esercizi vi ricordo di far scorrere nel naso aria neutra voltandovi da un altra parte, per evitare la veloce assuefazione.

Lo sviluppo successivo di questo esercizio sarà, non subito, quello di mischiare aromi semplici nello stesso contenitore e di riconoscere le miscele da bendati.

Perché l’esercizio non sia troppo difficile, ed in alcuni casi impossibile, sarebbe opportuno scaldare leggermente le sostanze da odorare, in modo che emettano composti volatili percepibili dal naso.

Fiuto di Caccia – VIII parte – Esercizi 2

Molto bene, stiamo per entrare nel vivo della rieducazione olfattiva, prima di iniziare con gli esercizi tratti dall’addestramento per sommelier, ma applicati in contesti diversi, vi vorrei far leggere un paio di brevi articoli:

Se non avete voglia di leggerli, basta sapere che il primo presenta un esperimento sull’addestramento dell’olfatto ed il secondo un esperimento che prova come la maggior parte degli esseri umani sia in grado di seguire una traccia odorosa tra l’erba, e che se ha perso questa abilità è solo per via della posizione eretta, che ha allontanato il naso da terra. Questa capacità, inoltre, migliora con l’esercizio.

Sappiamo che con l’esercizio un sommelier è in grado di distinguere anche 100′000 odori differenti, e che ovviamente il suo allenamento è finalizzato a riconoscere gli odori che possono esalare da un vino.

Il nostro scopo, con gli esercizi che prenderemo in prestito da loro, sarà quello di addestrarci a riconoscere odori diversi da quelli del vino, ma usando le stesse metodiche testate e sicure.

Dopo aver migliorato l’olfatto, lavoreremo sull’abilità nel seguire la traccia degli odori.

Potete trovare facilmente sul web diverse carte degli odori di un vino, e classificazioni degli odori che un sommelier è capace di percepire, è molto interessante, ma non esiste una carta degli odori che vogliamo saper riconoscere noi. Continua a leggere…

Fiuto di Caccia – VII parte – Esercizi 1

Divideremo gli esercizi in tre aree:

1- Miglioramento della fisiologia

2-Percezione e riconoscimento odori

3-Percezione area sociale e di sopravvivenza

E’ importante non fermarsi ai primi insuccessi, ci vorrà tempo per rieducare questo senso dimenticato.

Gli esercizi miglioreranno poco alla volta il Fiuto di Caccia, per accedere alla sua modalità occorrerà fare alcuni respiri e concentrarsi sulle sensazioni ed immagini che affioreranno alla mente, dopo i primi 10 secondi circa si comincerà a percepire qualcosa.

Per mantenere più a lungo la percezione ed evitare un adattamento troppo repentino, è consigliato  voltarsi dalla parte opposta alla fonte ogni due o tre inspirazioni, e respirare due o tre volte aria diversa.

Non si deve far passare l’aria nel naso troppo velocemente, respiri corti e calmi sono l’ideale. Continua a leggere…

Fiuto di Caccia – VI parte – Aree e Margini di Miglioramento

E’ possibile aumentare notevolmente il numero di odori percepibili e riconoscibili, ed è possibile recuperare alcune aree di significato olfattivo che sono andate via via scemando con l’acuirsi della vista nella nostra specie.

Il sistema limbico apprende e lega emozioni e ricordi,  la rigenerazione completa di tutti i neuroni olfattivi avviene nell’arco di poche settimane ed i neuroni del bulbo olfattivo possono aumentare, concorrendo così a creare in base all’esercizio, un potenziale miglioramento dell’olfatto.

Ci sono tre aree che possiamo migliorare attraverso gli esercizi cui saranno dedicati gli ultimi post di questa serie:

  • Migliorare la fisiologia dell’olfatto, attraverso la pulizia del naso dal muco che copre i sensori olfattivi.
  • Aumentare il numero di odori percepiti e riconosciuti.
  • Recuperare aree di significato olfattivo che abbiamo usato sempre meno rispetto ad altri animali, ovvero l’area sociale e di sopravvivenza. Continua a leggere…

Fiuto di Caccia – V parte – Aromi, Memoria e Comportamento.

L’olfatto è stato un argomento molto studiato, negli ultimi anni.
Dalle coreografie olfattive allo studio delle risposte emotive automatiche o apprese agli odori, questi vengono sempre più utilizzati per indurci a calmarci prima di un viaggio aereo, per indurci ad acquistare,  per aumentare la produttività sul luogo di lavoro.
Numerosi studi hanno dimostrato che odori piacevoli possono:
• Aumentare il livello di vigilanza
• Migliorare la prestazione
• Rinforzare la memoria
• Mantenere l’attenzione
• Aiutare a risolvere un problema
• Incoraggiare il rendersi utili
• Migliorare il pensiero creativo
• Rinforzare la capacità di ragionare
• Favorire la guarigione riducendo lo stress che come si sa abbassa le difese immunitarie.
Si ritiene che i famosi deja vù, la sensazione d’esser stati in un posto precedentemente, siano dovuti alla percezione di odori sperimentati nella primissima infanzia, e durante la gestazione. Il liquido amniotico infatti penetra nel naso appena formato del feto, trasportando informazioni sul cibo e le sostanze con cui viene in contatto la madre.
I bambini appena nati sono infatti in grado di riconoscere odori cui era stata esposta la madre. Continua a leggere…

Fiuto di Caccia – IV parte – Profumo

Esiste un nesso fondamentale tra i geni nel sistema immunitario di un individuo ed il suo gusto per i profumi. (Milinski, Wedekind 2001)

Quando scegliamo un profumo in base al nostro gusto e non in base alla pubblicità, la confezione o la marca, stiamo inconsapevolmente amplificando una sfumatura dell’odore del nostro MHC.

Stiamo rendendo nota a maggiore distanza la nostra costituzione genetica e la nostra resistenza a determinate infezioni.

I profumi più antichi, usati da 5000 anni da quando gli Egizi inventarono il profumo, sono usati ancora oggi ed è stato dimostrato che sono proprio quelli con una più alta correlazione tra profumo ed MHC, essi sono: