Come Farsi degli Amici – II – Sii Prodigo di Apprezzamenti Onesti e Sinceri

Se l’articolo precedente era uno sprone ad esimersi dall’obbligo di dire ad un cretino che egli è un cretino, quello che segue può essere visto come l’opposto impegno nel dire ad un fiore che egli è un fiore.

Non ho scritto di dire ad un cactus che egli è un bellissimo fiore. Quella sarebbe adulazione, non apprezzamento.

Ma vediamo cosa ne dice Dale Carnegie nel suo capitolo dal titolo “Il grande segreto per trattare con la gente”, un capitolo che mi ha insegnato molto e che mi onoro di presentarti:

Inizia affermando che vi è un unico modo per ottenere da qualcuno quello che vogliamo, e cioè fare in modo che l’altra persona voglia quello che vogliamo noi.

Si può usare la violenza, la minaccia o il ricatto per persuaderlo, ma questi sistemi hanno spiacevoli controindicazioni.

Il solo modo senza problemi per ottenere dalle persone qualcosa è che anche loro lo vogliano.

Ma di solito, cosa vuole la gente?

Secondo Freud sesso e desiderio di grandezza, chiamato da John Dewey “Il desiderio di essere importanti“.

Insieme ricordiamo la salute, il cibo, il sonno, il denaro e le cose che ci si possono comprare, la vita, la gratificazione sessuale, la felicità dei figli, sentirsi importanti.

L’ultima è difficile da ottenere, e William James disse “Una delle più radicate caratteristiche della natura umana è quella di perseguire infaticabilmente l’apprezzamento altrui.” Perseguire infaticabilmente.

Siamo di fronte ad una fame insaziabile e chi riesce a soddisfare onestamente questo bisogno avrà la gente dalla sua parte.

Dopo un elenco di personalità famose e di come il bisogno di sentirsi importanti abbia determinato il loro successo, l’autore riporta le parole di Charles Schwab, un trentottenne pagato un milione l’anno quando chi guadagnava 50 dollari a settimana era considerato benestante.

C. Schwab non era il più esperto nel suo lavoro, anzi sapeva di avere alle sue dipendenze uomini più in gamba e più competenti di lui.

Il suo segreto era la capacità di trattare con la gente, e l’autore tiene a sottolineare che le sue parole dovrebbero essere studiate a scuola al posto della quantità di pioggia che cade in Brasile ogni anno o della coniugazione dei verbi latini:

“Ritengo che la mia più grande qualità sia quella di destare in chi mi circonda il massimo entusiasmo, e questo soprattutto grazie al riconoscimento dei meriti di ciascuno e l’incoraggiamento continuo.”

La maggioranza delle persone si comporta in modo opposto: quando una cosa non va bene si arrabbia mentre quando una cosa viene fatta bene nessuno dice niente come se fosse tutto dovuto.

Quando uno dei soci di John D. Rockefeller perse un mucchio di soldi in un investimento sbagliato, John avrebbe potuto rimproverarlo con tutte le ragioni, ma sapeva che il socio aveva fatto del suo meglio.  Invece di criticarlo trovò il modo di congratularsi con lui perché era effettivamente riuscito a salvare il sessanta per cento del capitale investito.

Se il segreto fosse quello di adulare la gente, sarebbe troppo facile e chiunque sarebbe esperto di relazioni sociali.

Effettivamente, la lusinga serve a poco con persone di buon senso. E’ superficiale, falsa ed inefficace. Esistono persone che si bevono anche quelle, esistono superiori che si lasciano leccare da perfetti imbecilli, ma solo perchè sono ancora più imbecilli di coloro che li leccano.

Parlando di come farsi degli Amici e di come trattarli siamo costretti a parlare solo di persone di alto livello, per cui valga la pena provare amicizia. E con queste la lusinga sperticata porta solo guai.

Qual è la differenza fra apprezzamento e adulazione?

Semplice.

L’apprezzamento è sincero.

L’adulazione è falsa.

Quest’ultima viene dalla bocca e non dal cuore, e chiunque può pronunciarla continuando a pensare a se stesso ed ai propri scopi.

Per pronunciare un sincero apprezzamento, al contrario, è necessario smettere di pensare a se stessi e focalizzarsi sui pregi e sui meriti di un’altra persona.

Se si riesce a smettere di pensare a se stessi per così tanto tempo da riuscire a mettere a fuoco anche i pregi altrui, non c’è nessun bisogno di ricorrere all’adulazione o alla menzogna.

Non ci vuole molto, basta sprecare una parola di lode per lo chef se gusti un buon piatto al ristorante, ringraziare una commessa per la sua gentilezza e rilevare che è stata molto paziente anche se era evidentemente stanca morta: le occasioni sono infinite nella vita quotidiana di ognuno di noi.

Cerchiamo di manifestare un po’ di gratitudine, sprizziamo qualche scintilla di simpatia nella nostra vita quotidiana; è sbalorditivo constatare quante fiammelle di amicizia si accenderanno intorno a noi.

Emerson diceva: “Tutti gli uomini che conosco sono più bravi di me in qualcosa. E in questo campo, imparo da loro.”

Smettiamo per un momento di pensare ai nostri successi, ai nostri desideri. Cerchiamo di ricordare anche i pregi altrui. E niente adulazione. L’apprezzamento dev’essere onesto e sincero. Sii pieno di calore nell’approvare l’operato altrui, sii prodigo di lodi meritate, e la gente si godrà ogni tua parola, ne farà tesoro e la ricorderà tutta la vita, anni e anni dopo che avrai scordato anche che faccia aveva.

Purtroppo questo vale anche al contrario: esprimi un giudizio malevolo e qualcuno se lo ricorderà per anni ed anni, anche dopo che ti sarai dimenticato della sua faccia.

Buona caccia!

Come Farsi degli Amici – I – Non Criticare, Non Condannare, Non Recriminare

Eccoci alla prima puntata di questa serie dedicata alle relazioni interpersonali.

Come spiegato nell’introduzione, mi appresto a riassumere alcuni capitoli del sempreverde “Come Trattare gli Altri e Farseli Amici” dello scrittore Dale Carnegie.

I titoli dei miei articoli non sono i titoli originali dei capitoli ma il principio in essi contenuto, per una migliore rintracciabilità nel blog ed una migliore assimilazione del materiale.

D.C. Inizia spiegando che per quante materie si possano studiare, nessuna scuola prepara ad affrontare la più comune e per molti difficile delle attività, quella dei rapporti interpersonali.

Il primo capitolo del libro inizia descrivendo la vita di alcuni famosi e violentissimi criminali e di come essi non si considerassero affatto colpevoli o malvagi.

Se i detenuti del braccio della morte o i peggiori criminali si considerano innocenti o benefattori, come possiamo pensare che l’uomo della strada col quale veniamo quotidianamente a contatto possa accettare una critica per il proprio comportamento?

In effetti, la gente non accetta critiche per il proprio comportamento.

La critica è inutile perché pone le persone sulla difensiva e le induce immediatamente a cercare una giustificazione. E’ pericolosa perché ferisce l’orgoglio della gente, la fa sentire impotente e suscita risentimento. E’ come un piccione viaggiatore, perché torna sempre indietro dove è partita.

Il famoso psicologo B.F. Skinner dimostrò che un animale ricompensato per un comportamento corretto impara molto più in fretta di uno punito per un comportamento sbagliato.

Studi successivi hanno dimostrato come la stessa regoletta valga anche per noi umani.

Anche stare zitti o sorridere mentre altri parlano male di qualcuno equivale ad una critica o ad un giudizio, quando la moglie di A. Lincoln o altri intorno a lui parlavano astiosamente dei sudisti, lui rispondeva: “Non criticateli, perchè noi al loro posto faremmo altrettanto”.

Trattando con la gente ricordiamoci che abbiamo a che fare con creature governate non dalla logica ma dalle passioni, impastate di pregiudizi e mosse dall’orgoglio e dalla vanità.

Tutti gli sciocchi sono capaci di condannare, criticare, recriminare; e la maggior parte lo fa. Ma ci vuole carattere e autocontrollo per capire e perdonare.

Invece di condannare l’operato della gente, scrive l’autore, cercate piuttosto di capirla. Cercate di immaginare perché la gente fa quello che fa. E’ molto più utile e interessante che criticare, senza contare che genera simpatia, tolleranza e gentilezza. “Chi tutto sa, tutto perdona.”.

Cercando di essere più sintetico possibile ho saltato i molti episodi biografici propri ed altrui riferiti dall’autore a sostegno ed introduzione dei concetti chiave, ma il succo rimane invariato: “Non giudicare per non essere giudicato”, era uno dei motti preferiti  di Lincoln , e lo aveva imparato a proprie spese.

A chi si aspettava una guida tecnica”passo passo” per conoscere nuova gente e conquistarla, dico che quello sarebbe “socializzare”: farsi degli Amici e conservarli è questione ben più complessa e necessita non di tecnichette ma di modi di essere e di comportarsi.

Nella mia limitata esperienza ho notato come moltissime conoscenze si instaurino proprio in modo tossico, rompendo il ghiaccio con qualche critica ad altri in modo da creare un legame “tribale” fra quelli che criticano, denigrando gli altri per sentirsi parte di un qualcosa di migliore, che esclude il resto e quindi esiste. Inutile spiegare come finiscono spesso amicizie nate in questo modo.

    Un giorno due ragazze che non avevano proprio nulla di cui lamentarsi parlarono per tre ore davanti a me. Stavamo lavorando insieme.  Continuarono solamente a lagnarsi e a criticare tutti gli assenti. Quando mi chiesero come mai non parlassi mai, feci loro notare che il 98% del fiato l’avevano sprecato in lamentele e critiche e che siccome io non mi lamento e non critico non avevo nulla di cui parlare con loro.

    Se hai letto fino ad ora questo articolo avrai senz’altro capito il mio grossolano errore: le avevo criticate, giudicate ed avevo recriminato sul loro fiato sprecato.

    Non ero stato diverso da loro, alla fine. Inutile aggiungere che una delle due in seguito fece di tutto per far notare a tutti ogni mio presunto errore e fece di tutto per contraddirmi in qualsiasi cosa. Colpa mia, in un certo senso.

    Buona Caccia!

    Ehm… Non resisto:

    Marge Simpson: “E’ facile criticare!”

    Homer: “Sì, ed è anche divertente!”

    ;-)

    Come Farsi degli Amici – Intro

    Chi trova un amico trova un tesoro. Anonimo

    Chi trova un tesoro trova un sacco di amici. Anonimo

    Potrà sembrarti strano, o forse no, ma molte persone mi chiedono come possono fare per avere degli amici.

    E’ facile ai tempi della scuola, forse non per tutti ma si è comunque immersi fra coetanei non competitivi, non si è sposati ed isolati dal mondo e non si è cambiata città per motivi di lavoro.

    Sembra davvero strano, nell’era di facebook in cui ogni amicizia si può chiedere con un click, come in realtà molte persone fatichino non poco a farsi degli amici che non siano colleghi di lavoro spesso prodighi di falsi sorrisi di circostanza.

    E’ davvero così difficile da adulti inserirsi in un contesto sociale, magari dopo un cambio di città o di nazione?

    Per molti lo è.

    Così ho deciso di riassumere in questa serie di articoli un vecchio classico del 1936, dal titolo “Come Trattare gli Altri e Farseli Amici” di Dale Carnegie.

    Non tutte le parti del trattato ci interessano per questo scopo, per cui salterò di capitolo in capitolo distillando il meglio per il nostro intento.

    Prima di iniziare con la prima parte, però, voglio fare alcune precisazioni importanti:

    1. Saper essere indipendenti dagli altri non significa essere delle isole. Se tante volte ho parlato di come evitare i condizionamenti del branco, questo non significa che possiamo vivere al di fuori di esso. L’importante è sapersi scegliere gli amici e i condizionamenti. E’ infatti chi ha bisogno di amici e non riesce a farsene, che spesso finisce per circondarsi di gruppi ideologizzati che lo fanno sentire parte di un qualcosa, di una famiglia, di un gruppo, di un branco, di un gregge.
    2. Fra i parametri con cui valuto la grandezza di una persona ci sono la grandezza dei segreti che si porta nella tomba e la grandezza dei suoi amici. Se riesci a farti ben volere da persone importanti e capaci, allora anche tu sei probabilmente importante e capace, o lo diventerai presto.
    3. Questa serie di articoli non tratterà di cose come usare le persone per i nostri scopi, valutarle in base alla loro utilità od offrire da bere a tutti per avere tanti “amici”.Chiunque possa pagare cene e divertimenti agli altri si riempie in fretta di amici, che spariscono però al finire del capitale. Questo genere di amici e di attività non rientrano negli articoli che seguiranno.
    4. Il modo migliore di leggere serie di articoli come questa non è quello scolastico conoscitivo, leggendo rapidamente per conoscere la materia e passando con curiosità all’articolo successivo. E’ invece necessario rileggere ogni passaggio riflettendo sul modo di metterne in pratica i suggerimenti. E’ inoltre indispensabile metterli in pratica attivamente in ogni occasione, non solo “impararli”.  E’ importantissimo anche riguardare il materiale ogni mese o due per aggiustare il tiro finché insieme alla pratica non diventi automatico e “naturale”. L’ultimo accorgimento, ma primo in importanza, è quello di essere motivati da un profondo desiderio di imparare a trattare con la gente e di farsi degli amici o di consolidare le amicizie esistenti. Senza questo requisito nessuna tecnica o consiglio possono funzionare, mentre in presenza di questo sincero desiderio si può fare moltissimo anche senza suggerimenti.
    5. Ogni articolo non porterà il titolo di un capitolo del libro, ma sarà titolato con il principio spiegato in modo da essere più facilmente ricordato e ricercato nel blog.

    A domani, con il primo articolo della serie, dal titolo “Non criticare, non condannare, non recriminare”.

    Buona Caccia!

    Tracheotomia

    Quella che segue è una visualizzazione che potrebbe darti una prospettiva vantaggiosa ed utile se in qualche modo ti occupi di vendita o di seduzione.

    Se sei un essere umano, quindi.

    Perché anche se molti odiano i venditori professionisti, in realtà tutti ci vendiamo, proponiamo le nostre idee, la nostra persona, la nostra professionalità.

    Questo articolo non tratterà di vendita in generale, per esempio di come vendere un cellulare ad uno che non ne abbia bisogno o reale vantaggio.

    Ci sono dei casi in cui mentre cerchi di vendere qualcosa di utilissimo e fondamentale per una persona, questa tende a rifiutarti sulla base di paure personali, pregiudizi, episodi sentiti raccontare, esperienze negative e successive generalizzazioni. Questo articolo parla di questi casi.

    Ora, immagina di avere un coltello in mano e di volerlo infilare nella gola di una persona per il suo bene, per salvarle la vita.

    Questo apparente paradosso è ben conosciuto con il termine “tracheotomia“.

    E’ il caso in cui per esempio ti trovi nel cercare di far firmare un contratto ad una persona nel reciproco interesse, perché sai che per lui sarà molto vantaggioso e che per te rappresenterà un guadagno economico.

    Ora, se questa persona ha paura del coltello, servirà a poco argomentare la tua offerta con tanti dettagli tecnici ed una fluente spiegazione razionale.

    La sua resistenza è di tipo emotivo e devi accettare il fatto che ti ringrazierà solo dopo diversi giorni o mesi da quando l’avrai fatta firmare e si sarà resa conto dell’effettivo guadagno o risparmio che quella firma le ha portato.

    La situazione è simile alla scena di te che cerchi di praticare una necessaria ed urgente tracheotomia a qualcuno che si difende disperatamente, emotivamente scosso per la paura del coltello, per tutti i significati che associa ad esso ed i pregiudizi che nutre nei confronti di una coltellata alla gola.

    Alcune persone affrontano la vendita come se si trattasse di un favore che fanno all’altro, cercando di coccolarlo e di convincerlo dei vantaggi che otterrà da quella transazione.

    Rimanendo in metafora questo equivale a spiegare la tracheotomia alla persona fino a farla accettare.

    Tuttavia alla vista del coltello le emozioni prendono spesso il sopravvento e può esserci un retrofront repentino e deciso.

    Altre persone vedono la vendita come una manipolazione, come un tentativo di rifilare qualcosa, di infliggere all’altro il nostro interesse.

    Rimanendo in metafora questo equivale a voler tirare una semplice coltellata in gola a chi non ne ha bisogno.

    Il risultato è un’uccisione. Quindi nessuna fidelizzazione e nessun ringraziamento o raccomandazione ad amici.

    A volte, per il bene reciproco, si deve semplicemente puntare alla gola e sopraffarre la sua difesa. Come in una tracheotomia d’urgenza.

    Non importa che la persona capisca subito, non bisogna concentrarsi sulle sue difese ed obiezioni, ma solo sull’obiettivo, la gola.

    La persona capirà dopo. Ed avrà tutto il tempo per ringraziarci e dire a tutti i suoi amici quanto gli siamo stati utili.

    La visualizzazione è quindi molto semplice:

    se sei davvero sicuro che quello che hai da proporre sia nell’interesse reale dell’altro, oltre che del tuo, se davvero non si tratta di una scusa per rifilargli una “coltellata” che giova solo a te, se davvero hai validi motivi per credere che quella persona ti ringrazierà e ti raccomanderà ai suoi amici…

    Allora prova a pensare, mentre gli vendi un’idea, un contratto, te stesso…

    A te col coltello in mano che miri alla gola, concentrandoti totalmente sul punto bersaglio, sull’obiettivo.  La persona ti sposta le braccia, cerca di deflettere i tuoi tentativi, ma tu non ti concentri sulle sue mani, sulle sue parate, sulle sue resistenze. Semplicemente tieni a fuoco la gola e sposti le sue mani solo quel tanto che basta per liberare la via.

    Sai che ha paura, ne avrebbe anche se le spiegassi bene il procedimento, perchè la sua paura è un’emozione irrazionale, non un calcolo.

    La sua paura è sacrosanta e gli è utilissima ad evitare coltellate in gola per tutta la vita, ma in questo preciso momento gli sta remando contro.

    Tu lo stai facendo per il suo bene e devi avere il coraggio di passare sulla sua paura. Se non lo facessi, un domani dopo aver capito ti rinfaccerebbe di non aver insistito.

    E non avrai nulla da guadagnare a dire, quel giorno, “te l’avevo detto”.

    La frase “te l’avevo detto” è la più usata da chi non ha le “palle” per forzare un po’ la mano nella prima fase.

    Dire “te l’avevo detto” ad un figlio che, guidando ubriaco lo scooter, è rimasto paralizzato in un incidente è una misera consolazione.

    Lo stesso figlio potrebbe rinfacciare al genitore di non averlo forzato.

    Montare un limitatore all’acceleratore è più invasivo ma più adulto del semplice pronunciare “te l’avevo detto” a cose fatte.

    Quindi, se il tuo ipotetico scopo è di fargli firmare un contratto per lui vantaggioso oltre ogni dubbio, il tuo obiettivo dev’essere la sua firma, non tanto la spiegazione dettagliata o la gestione razionale delle sue obiezioni.

    La firma sul contratto rappresenta il punto nella gola a cui miri.

    Anche perchè le sue obiezioni non sono logiche, ma solo riflesso di una sua paura o diffidenza dovuta a precedenti esperienze o a pregiudizi.

    Per finire, un piccolo aneddoto della mia vita per meglio comprendere questo concetto:

    Quando da bambino molto piccolo ebbi paura di salire sullo scivolo perché troppo alto, mio padre non mi spiegò con calma i motivi per cui lo scivolo poteva essere una bella esperienza per me. La mia reazione sarebbe stata di paura ugualmente, e quando dopo anni ci sarei salito divertendomi, lui mi avrebbe dovuto dire quel “te l’avevo detto” che non serve a nessuno.

    Quello che fece fu di mettermici in cima e di spingermi giù.

    Mi piacque, e continuai a salirci da solo e scivolare tante volte che dovette faticare per convincermi a smettere per tornare a casa. Inoltre, tornato a casa consigliai agli amici di scuola le meraviglie dello scivolo.

    Se mi avesse messo in cima ad un muretto e spinto giù, mi avrebbe dato una semplice coltellata e perso la mia fiducia.

    Invece fece lo stesso identico e spaventoso gesto ma su uno scivolo. E questa si può chiamare… tracheotomia.

    Nota: ci sono almeno due fattori che potranno aiutarti nell’arrivare all’obiettivo:

    • Trasmettere calma, sicurezza, esperienza e padronanza della situazione invece di tensione e preoccupazione
    • Essere un’autorità nell’ambito specifico agli occhi dell’altro.

    E’ più facile lasciarsi tracheotomizzare da un medico in camice bianco con la mano ferma,  l’atteggiamento rilassato, rassicurante e visibilmente padrone della situazione che non da un passante vestito da meccanico dalla mano tremante e lo sguardo angosciato come di chi ha puntato lo stipendio su un numero alla roulette.

    Buona Caccia!

    Kissing Hank’s Ass

    Video divertente ma terribilmente reale tratto ed adattato dall’omonima storiella apparsa inizialmente su questo sito.

    Come traduzione propongo un mix fra la storiella originale ed il filmato, in modo da non confondere le idee.

    Nella storiella originale non erano due “men in black” ma un uomo ed una donna, Mary, appunto.

    Baciare il culo di Hank

    Un ragazzo sente bussare alla porta ed aprendo si trova davanti a due uomini in giacca e cravatta con gli occhiali da sole. Il più vicino fra i due è il primo a parlare:

    John. Ciao! Io sono John e questo qui è Mary.

    Mary. Ciao! Siamo qui per invitarti a venire con noi a baciare il culo a Hank.

    Ragazzo. Chiedo scusa? Di che cosa state parlando? Chi è Hank, e perché dovrei voler baciare il suo culo?

    John. Se baci il culo a Hank, lui ti regala un milione di dollari. E se non lo fai, ti rompe le ossa.

    Ragazzo. Cosa? Ma è una specie di estorsione?

    John. Hank è un filantropo miliardario. Hank ha costruito questa città. Hank possiede questa città. Può fare quello che vuole, e ciò che vuole è regalarti un milione di dollari, ma non può farlo finché non gli baci il culo.

    Ragazzo. Ma questo non ha senso. Perché?

    Mary. Chi sei tu per giudicare il regalo di Hank? Non vuoi un milione di dollari? Non vale un bacetto sul culo?

    Ragazzo. Beh, forse, se è una cosa legale, ma…

    John. Allora vieni a baciare con noi il culo a Hank.

    Ragazzo. Voi baciate spesso il culo a Hank?

    Mary. Oh, sì, continuamente…

    Ragazzo. E a voi ha dato un milione di dollari?

    John. Beh no. I soldi non ti vengono dati fino a che non ti trasferisci fuori città.

    Ragazzo. E allora perché non ve ne andate subito?

    Mary. Non puoi andartene finché non te lo dice Hank, altrimenti non prendi neanche un soldo, e inoltre lui ti rompe le ossa.

    Ragazzo. Conoscete qualcuno che abbia baciato il culo a Hank, sia andato via dalla città, e abbia ottenuto il milione di dollari?

    John. Mia madre. Lei ha baciato il culo a Hank per anni. È andata fuori città l’anno scorso, e sono sicuro che ha avuto i soldi.

    Ragazzo. Le hai parlato da allora?

    John. Certo che no, Hank non lo permette.

    Ragazzo. E allora cosa ti fa pensare che ti darà veramente i soldi, se non hai mai parlato con nessuno che li abbia avuti?

    Mary. Beh, Hank ti dà un piccolo anticipo prima che te ne vada. Forse avrai un aumento di stipendio, forse vincerai una piccola lotteria, forse troverai 20 bigliettoni per terra…

    Ragazzo. E cosa c’entrano queste cose con Hank?

    John. Hank ha “connessioni” ovunque… non so se mi spiego.

    Ragazzo. Mi spiace, ma mi sembra un imbroglio.

    John. Ma si tratta di un milione di dollari. Puoi correre il rischio di farti sfuggire un milione? E ricorda, se non baci il culo a Hank, lui ti romperà tutte le ossa.

    Ragazzo. Forse, se potessi vedere Hank di persona, parlargli, conoscere i dettagli direttamente da lui…

    Mary. “Nessuno vede Hank, nessuno parla con Hank.”

    Ragazzo. E allora come fate a baciargli il culo?

    John. A volte mandiamo un bacetto nell’aria, e intanto pensiamo al suo culo. Altre volte baciamo il culo di Karl, e Karl lo trasmette a Hank.

    Ragazzo. Chi è Karl?

    Mary. Un nostro amico. È quello che ci ha insegnato a baciare il culo di Hank. Tutto ciò che abbiamo dovuto fare in cambio è offrirgli qualche cena.

    Ragazzo. E voi gli avete creduto sulla parola, quando vi ha detto che Hank esisteva, che Hank voleva che gli baciaste il culo, e che Hank vi avrebbe premiati?

    John. Oh no! Karl ha una lettera che gli è stata data da Hank anni fa e che spiega tutto. Eccone una copia: guarda tu stesso.

    Dalla scrivania di Karl

    1. bacia il culo a Hank e lui ti darà un milione di dollari quando lascerai la città.

    2. Assumi alcool con moderazione.

    3. Rompi le ossa alle persone che non sono come te.

    4. Mangia correttamente.

    5. Hank ha dettato personalmente questa lista.

    6. La Luna è fatta di formaggio verde.

    7. Tutto ciò che Hank dice è giusto.

    8. Lavati le mani dopo essere andato al bagno.

    9. Non fare uso di alcool.

    10. Mangia i würstel senza condimento, in panini forati.

    11. Bacia il culo a Hank o ti romperà le ossa.

    Ragazzo. Questo pezzo di carta porta l’intestazione di Karl.

    Mary. Hank non aveva sottomano della carta in quel momento.

    Ragazzo. Sospetto che, se controllassimo, scopriremmo che la scrittura è di Karl.

    John. Ma certo, Hank gliel’ha dettata.

    Ragazzo. Ma credevo aveste detto che nessuno vede mai Hank.

    Mary. Ora no, ma anni fa parlava con qualcuno.

    Ragazzo. Credevo aveste detto che era un filantropo. Che tipo di filantropo rompe le ossa alle persone semplicemente perché sono diverse?

    Mary. È quello che vuole Hank, e Hank ha sempre ragione.

    Ragazzo. E voi come lo sapete?

    Mary. Il punto 7 dice “tutto ciò che Hank dice è corretto”. E questo mi basta!

    Ragazzo. Forse il vostro amico Karl si è inventato tutta la faccenda.

    John. Ma no! Il punto 5 dice “Hank ha dettato questa lista personalmente”. Inoltre, il punto 2 dice “Assumi alcool con moderazione”, il punto 4 dice “mangia correttamente” e il punto 8 dice “lavati le mani dopo essere andato al bagno”. Tutti sanno che queste sono cose buone, e quindi devono essere buone anche le altre.

    Ragazzo. Ma il punto 9 dice “Non fare uso di alcool”, che non è compatibile col punto 2; e il punto 6 dice “La luna è fatta di formaggio verde”, che semplicemente è falso.

    John. Non c’è nessuna contraddizione tra i punti 9 e 2: semplicemente il 9 chiarisce il 2. Per quanto riguarda il punto 6, tu non sei mai stato sulla Luna, quindi non ne puoi essere sicuro.

    Ragazzo. Ma gli scienziati hanno appurato che la luna è fatta di pietra…

    Mary. Ma non sanno se la pietra proviene dalla terra o dallo spazio profondo, e quindi potrebbe anche essere formaggio verde.

    Ragazzo. Non sono un esperto, ma credo che la teoria secondo cui la Luna è stata catturata nell’orbita della Terra sia stata dimostrata errata. Inoltre, non sapere da dove viene quella pietra non la rende formaggio.

    John. Ha! Hai appena ammesso che gli scienziati commettono errori, ma noi sappiamo che Hank ha sempre ragione!

    Ragazzo. Lo sappiamo?

    Mary. Certo che lo sappiamo, lo dice il punto 7.

    Ragazzo. Voi dite che Hank ha sempre ragione perché lo dice la lista, che la lista è corretta perché l’ha dettata Hank, e che l’ha dettata Hank perché lo dice la lista. Questa è una logica circolare. È come dire “Hank ha ragione perché dice che ha ragione”.

    John. Ah, vedo che inizi a capire! Che grande soddisfazione quando qualcuno comincia a entrare nel modo di pensare di Hank.

    Ragazzo. Ma… va beh, lasciamo perdere. Ma cos’è questa storia dei würstel?

    Mary. (arrossisce)

    John. “I würstel, solo in panini forati, senza condimento.” Alla maniera di Hank. Qualunque altro modo è sbagliato.

    Ragazzo. E se io non ho un panino forato?

    John. Niente panino forato, niente würstel. Un würstel senza panino forato è sbagliato.

    Ragazzo. Niente salse? Niente senape?

    Mary. (sembra terribilmente sconvolto)

    John. (urlando) Non c’è bisogno di usare questo linguaggio! I condimenti di qualunque tipo sono sbagliati!

    Ragazzo. Quindi un grosso mucchio di crauti con dei würstel tagliati a pezzi non va bene?

    Mary. (Si copre le orecchie con le mani.) Non sto ascoltando. La la la la…

    John. Ma sei disgustoso. Solo un deviato malefico mangerebbe una cosa simile…

    Ragazzo. Ma è buono! Io lo mangio continuamente.

    Mary. (sviene)

    John. (sostenendo Mary). Beh, se avessi saputo che tu eri uno di quelli, non avrei perso il mio tempo con te. Quando Hank ti romperà le ossa io ci sarò, e intanto conterò i miei soldi e riderò. Bacerò il culo a Hank anche per te, mangiatore di würstel tagliati a pezzi e senza panino forato.

    (John sorregge Mary dentro la macchina e se ne vanno.)

    Social Engineering – Nei Panni di Tutti

    Sono due anni che covo un’idea, volevo inserirla nella categoria Social Skills ma ho preferito darle dignità e realtà propria, al di fuori di questo blog. Continua a leggere…

    Prossime Novità – Stay Tuned

    AiViA’s Week End Special #5

    Helen, 40 dal Venezuela scrive:

    [...] te puedo comentar que tengo 40 años y sigo soltera, sin hijos y sin compromisos. Siempre pense que era porque no habia llegado la persona “ideal” para mi, pero hace unos dias “descubri” la verdadera razon, me di cuenta que realmente no creo en el amor…y eso me hizo sentir muy triste, llore mucho…Por supuesto que esta creencia o condicionamiento ha sido la causa de que nadie entre a mi vida, algo que quizas me ha quitado la oportunidad de compartir mi vida con otro ser…De verdad me gustaria sanar eso en mi…Es posible..?. Muchas gracias por estar alli…

    Tradotto…

    [...] posso commentare che ho 40 anni e sono ancora single, senza figli e senza compromessi. Ho sempre pensato che fosse perché non avevo trovato la persona “ideale” per me, ma pochi giorni fa ho “scoperto” la vera ragione, ho capito che veramente non credo nell’ amore … e che mi ha fatto sentire molto triste, piangere un sacco … Certo, questa credenza o condizionamento è stata la causa di non avere nessuno nella mia vita, qualcosa che forse mi ha fatto perdere l’opportunità di condividere la mia vita con un’altra persona … mi piacerebbe guarirne .. . .. E ‘possibile?.   Grazie per essere lì … Continua a leggere…

    Protetto: Alexandria – Destroy

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    Alexandria – Parte X – La Scelta

    Questa è la X parte di una serie iniziata qui.

    • Nella prima fase hai Osservato il tuo dialogo interiore, sia come monologo che come immagini che come sensazioni.

    Ti sei reso conto che non sei tu, e che comunque esso ha spesso troppo controllo sulle tue emozioni e comportamenti.

    Avevi permesso ad un calcolatore alle tue dipendenze di prendere il comando del tuo comportamento, dei tuoi stati d’animo, della tua esperienza, dei tuoi ricordi, della tua vita. Continua a leggere…

    Alexandria – Parte IX – Search & Destroy > Astrazione Selettiva – Teorie Personali

    Questo articolo è parte di una serie iniziata qui.

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    Astrazione Selettiva

    Questa distorsione agisce come un filtro in grado di portare il focus della persona solo su alcuni aspetti di un evento o di una questione.

    Ho assistito a momenti in cui una persona veniva preparata a forti critiche con un minimo complimento, ed in seguito la persona era convinta di aver ricevuto complimenti. Continua a leggere…

    Alexandria – Parte VIII – Search & Destroy > Ipergeneralizzazione – Pensiero Dicotomico

    Questa VIII è parte di una serie di articoli cominciata qui.

    Ipergeneralizzazione

    Intesa come la tendenza ad estendere le caratteristiche di un evento o di una persona a tutta la vita o a tutto il gruppo cui appartiene quella persona, o il gesto singolare di una persona a tutto l’atteggiamento della sua vita.

    Generalizzare prendendo un particolare e dandolo per sempre vero nel generale. Continua a leggere…

    Alexandria – Parte VII – Search & Destroy > Lettura del Pensiero – Personalizzazione – Doverizzazione – Presunto Merito – Riferimento al Destino

    Siamo alla VII Parte, se ti sei imbattuto in questo articolo ti servirà leggere l’inizio di questa serie per capire di cosa si tratta.


    Lettura del Pensiero

    Sim Sala Bim… No, non si tratta di lettura della mente, ma di una tipica distorsione cognitiva imparentata con l’Attribuzione Causale Arbitraria.

    Si parla di lettura del pensiero quando si è convinti di sapere cosa pensa l’altro, senza nessuna prova concreta a favore della nostra tesi. Continua a leggere…

    Alexandria – Parte VI – Search & Destroy > Attribuzione Causale

    Continua dalla parte V, se hai perso l’inizio di questa serie puoi leggere da qui.

    Il target di oggi è l’Attribuzione Causale, nella sua componente inutile e controproducente chiamata Deduzione ArbitrariaInferenza Arbitraria.

    L’attribuzione Causale è un meccanismo cognitivo importantissimo che ci permette di non vivere di solo istinto ma di creare previsioni in base agli elementi in nostro possesso o di trarre insegnamenti dall’esperienza. Continua a leggere…

    AiViA’s Week End Special #4

    Andrea da Ascoli Scrive:

    Ciao, mentre mi è possibile in generale seguire la Via del Lupo standomene per i fatti miei senza voler spaccare la [organo maschile simbolo di potere e fertilità] a chi non la pensa come me (mi riferisco al tuo esempiodi lasciare stare chi si strafoga…ma puntare alla NOSTRA forma migliore ). Ma (lo so i pnlisti dicono di non dire mai MA , MA noi siamo advanced:-)), come comportarsi con i familiari? Alcuni dei quali forse per l’età , o forse perchè noi siamo maturati, ragionano e fanno scelte completamente irrazionali?(i.e. si stanno a rincoglionire…) E come fare quando loro criticano le nostre scelte che ancora sono molto anticonformistiche (io ad esempio non mi sposerei mai, ritengo avere i figli una condizione penalizzante…), SE noi nel complesso vogliamo mantenere un sereno rapporto? (non dico un ottimo rapporto eh..). Continua a leggere…