Robert Bolton e le Capacità Interpersonali – II/III

Segue dalla prima parte.

Capacità di ascolto





Non molti sono bravi ad ascoltare, molti si limitano ad aspettare con educazione il proprio turno per parlare, altri non l’aspettano nemmeno.
Bolton evidenzia come ci sia una forte differenza tra il sentire e l’ascoltare.
Divide l’ascoltare in diversi ambiti di competenza, eccoli:

  • Prestare attenzione



Non basta ascoltare con le orecchie, bisogna farlo con tutto il corpo.
Ascoltare mentre si guarda l’uscio e si punta con i piedi verso l’uscita, o mentre ci si sistema l’orologio non è indice di ascolto corporeo: i grandi comunicatori prestano attenzione e sono presenti con la mente e con il corpo.

  • Dare seguito

Ovvero in che modo rispondiamo a ciò che ci viene detto.
Spesso tendiamo a consigliare o a rassicurare, sarebbe invece meglio rivolgere una frase che “apra una porta”.
Ecco alcuni esempi:
  1. notare il linguaggio corporeo dell’altra persona e dire “oggi hai un aspetto radioso”;
  2. invitare l’altra persona a parlare: “Interessante! Spiegami meglio”; “Ti va di parlarne?”;
  3. rimanere in silenzio per dare all’altra persona l’opportunità di dire qualcosa se lo desidera
  4. comunicando ascolto ed attenzione attraverso il nostro linguaggio corporeo.

Non bisogna fare nessuna pressione per chiudere i silenzi o forzare l’altra persona a parlare, in questo modo si comunica rispetto.

  • Parafrasare

Bolton definisce parafrasare come “dare una risposta concisa che ribadisca l’essenza del contenuto appena espresso, formulandola con parole proprie”, inizialmente può sembrare un po’ strano, ma ripetere quello che ci è stato appena detto in un’unica frase mostra che stiamo veramente ascoltando e che stiamo capendo.
  • Reagire riflettendo

Quindi “fare da specchio”, rispecchiare il nostro interlocutore in modo che possa vedere se stesso e le proprie emozioni in noi.
Perché? Immedesimarci nell’altra persona ci permette di vedere come si sente e capire quello che gli psicologi chiamano “problema base”.
Il “problema dichiarato” è quanto afferma l’altra persona, noi possiamo metterci a rispondere, rassicurare, dare consigli… ma non servirà a molto se non comprenderemo il vero problema, il “problema base” che rimane nascosto.
Non dobbiamo fermarci a rispondere alle parole, ma cogliere ciò che la persona prova.
E possiamo farlo riflettendo ciò che ci arriva, non reagendovi.
  • Assertività

Bolton definisce l’ascolto come l’aspetto ricettivo, yin mentre l’assertività rappresenta l’aspetto attivo, yang, della comunicazione.
Quando vogliamo qualcosa di solito assilliamo la persona, la aggrediamo oppure evitiamo completamente l’argomento.
Questo è pure stile istintivo “combatti o fuggi”, ma come esseri umani abbiamo il dono della parola, la nostra terza possibilità.
Possiamo affrontare la situazione pur senza usare l’aggressività.
Lo scopo dell’assertività è creare un cambiamento senza invadere lo spazio dell’altra persona.
L’attenzione è concentrata sul risultato, non sulla persona. Possiamo essere anche arrabbiati, e darlo a capire da ciò che diciamo, ma senza essere ostili ed aggressivi in modo che l’altro abbia una scelta onorevole su come reagire al messaggio mantenendo la propria dignità.
In questo modo ci saremo avvicinati al raggiungimento del nostro risultato senza aver innescato una discussione personale.
Continua nella parte terza.

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Commenti RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Gravatar
Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.