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	<title>Commenti a: La Parte Oscura</title>
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	<description>Sopravvivenza in Ambiente Ostile Moderno e Aumento delle Chance Riproduttive</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 21:15:25 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: AiViA</title>
		<link>http://blog.aivia.it/2009/11/02/quote-la-parte-oscura/#comment-116</link>
		<dc:creator>AiViA</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 19:19:48 +0000</pubDate>
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		<description>:-D :-D :-D   

Philos.... </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />    </p>
<p>Philos&#8230;.</p>
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		<title>Di: carlo seishindojo</title>
		<link>http://blog.aivia.it/2009/11/02/quote-la-parte-oscura/#comment-115</link>
		<dc:creator>carlo seishindojo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 15:43:10 +0000</pubDate>
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		<description>AiViA, ti amo di un amore casto e virile!
:-D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AiViA, ti amo di un amore casto e virile!<br />
 <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Intervista a Bruno Abietti &#171; AiViA&#39;s Blog</title>
		<link>http://blog.aivia.it/2009/11/02/quote-la-parte-oscura/#comment-109</link>
		<dc:creator>Intervista a Bruno Abietti &#171; AiViA&#39;s Blog</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 13:19:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Lupo, nasce da quel primo capitolo del suo primo libro, che, essendo ormai introvabile, ho copiato qui per [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Lupo, nasce da quel primo capitolo del suo primo libro, che, essendo ormai introvabile, ho copiato qui per [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: AiViA</title>
		<link>http://blog.aivia.it/2009/11/02/quote-la-parte-oscura/#comment-9</link>
		<dc:creator>AiViA</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:15:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aivia.wordpress.com/?p=63#comment-9</guid>
		<description>&lt;a href=&quot;http://www.blogger.com/profile/06704669064898150015&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Wolvie&lt;/a&gt; ha detto...
Il Systema, nei tempi antichi, si chiamava &quot;poznàj sebjà&quot;, cioè, appunto, &quot;Conosci Te Stesso&quot;.
Incredibile constatare quante cose accomunino ogni essere umano degno di questo nome...su ogni uomo splende il sole di giorno e irraggia la luna di notte...

2 NOVEMBRE 2009 7.45  
 AiViA ha detto...
Concordo con tutto quello che hai scritto tranne una frase: &quot;ogni essere umano degno di questo nome&quot;. 
Ogni essere umano è degno di questo nome, e citando Publio Terenzio Afro:

Homo sum: nihil humani a me alienum puto. (da Heautontimoroumenos, v. 77; Il punitore di se stesso, I, 1, 25)
Sono uomo: nulla di ciò che è umano mi è estraneo.
Sono un uomo: nulla che capiti ad un uomo lo considero a me estraneo.
Io sono un uomo e non considero nulla che sia umano estraneo a me.
Io sono un uomo, e non ritengo nulla di umano estraneo a me.

Nel cartone animato &quot;La Bella e la Bestia&quot;, Gastòn ad un certo punto aizza il populino contro la Bestia, e questi lo seguono cantando verso la dimora della Bestia, armati di rastrelli, forconi e torce. 
Le uniche armi che stanno portando, in realtà, sono l&#039;ignoranza e la paura. 
L&#039;ignoranza rappresentata dagli strumenti di lavoro del volgo, la paura rappresentata dal fuoco delle torce col quale si cerca di domare ciò che ci terrorizza per aizzarlo contro il diverso e lasciare che il fuoco lo distrugga, lo cancelli per sempre. 
Solo l&#039;amore di una ragazza che sa vedere oltre l&#039;apparenza libererà la Bestia dall&#039;incantesimo. 
Solo l&#039;amore. 
Ogni essere umano ne è degno.

2 NOVEMBRE 2009 8.19  
 Anonimo ha detto...
La questione principale è:
l&#039;uomo è un essere sociale o individuale?

2 NOVEMBRE 2009 8.27  
 AiViA ha detto...
L&#039;istinto gregario, la regressione di gruppo, il desiderio di appartenenza, di essere benvoluti sono molto presenti in una razza priva di zanne, aculei velenosi, artigli che ha dovuto fondare la propria protezione sul gruppo coeso. 
Siamo tutti combattuti tra il bisogno di solitudine e quello di stare in gruppo. 
Spesso il gruppo può rappresentare sottomissione, dipendenza, gregge, schiavitù...ma per molti la solitudine è ancor peggio.
Quando un uomo o una donna sono in grado di sopravvivere alla minaccia: &quot;se gli altri ti vedessero...cosa penserebbero di te!?&quot; e alla promessa: &quot;saranno fieri di te, se farai così&quot;.
Ecco che saranno liberi di non temere ne la solitudine ne le critiche, capaci di non belare insieme alle pecore. 
Quando non temi più la solitudine puoi avvantaggiarti della vita di gruppo, senza esserne schiavo. Essa diventa una libera scelta fondata sul do ut des, il dare e avere reciproco ben rappresentato dalle sessioni di gruming delle scimmie, in cui tutti collaborano allo spulciamento reciproco. 
La storia è intrisa di episodi in cui alcuni individui si sono ribellati alle regole del gruppo e si sono dati alla &quot;libertà&quot; solo per poi finire nel caos e sottomettersi ad una tirannia. 
La libertà non è l&#039;affrancamento dalle regole del gruppo, che è da pecora nera, ma è la non dipendenza da esso, la non necessità di sottostare a tutto ciò che il gruppo impone. 
Questo è un uomo individuale: un essere sociale che riesce ad essere &quot;nel mondo&quot; senza essere per forza &quot;del mondo&quot;.

3 NOVEMBRE 2009 9.50</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogger.com/profile/06704669064898150015" rel="nofollow">Wolvie</a> ha detto&#8230;<br />
Il Systema, nei tempi antichi, si chiamava &#8220;poznàj sebjà&#8221;, cioè, appunto, &#8220;Conosci Te Stesso&#8221;.<br />
Incredibile constatare quante cose accomunino ogni essere umano degno di questo nome&#8230;su ogni uomo splende il sole di giorno e irraggia la luna di notte&#8230;</p>
<p>2 NOVEMBRE 2009 7.45<br />
 AiViA ha detto&#8230;<br />
Concordo con tutto quello che hai scritto tranne una frase: &#8220;ogni essere umano degno di questo nome&#8221;.<br />
Ogni essere umano è degno di questo nome, e citando Publio Terenzio Afro:</p>
<p>Homo sum: nihil humani a me alienum puto. (da Heautontimoroumenos, v. 77; Il punitore di se stesso, I, 1, 25)<br />
Sono uomo: nulla di ciò che è umano mi è estraneo.<br />
Sono un uomo: nulla che capiti ad un uomo lo considero a me estraneo.<br />
Io sono un uomo e non considero nulla che sia umano estraneo a me.<br />
Io sono un uomo, e non ritengo nulla di umano estraneo a me.</p>
<p>Nel cartone animato &#8220;La Bella e la Bestia&#8221;, Gastòn ad un certo punto aizza il populino contro la Bestia, e questi lo seguono cantando verso la dimora della Bestia, armati di rastrelli, forconi e torce.<br />
Le uniche armi che stanno portando, in realtà, sono l&#8217;ignoranza e la paura.<br />
L&#8217;ignoranza rappresentata dagli strumenti di lavoro del volgo, la paura rappresentata dal fuoco delle torce col quale si cerca di domare ciò che ci terrorizza per aizzarlo contro il diverso e lasciare che il fuoco lo distrugga, lo cancelli per sempre.<br />
Solo l&#8217;amore di una ragazza che sa vedere oltre l&#8217;apparenza libererà la Bestia dall&#8217;incantesimo.<br />
Solo l&#8217;amore.<br />
Ogni essere umano ne è degno.</p>
<p>2 NOVEMBRE 2009 8.19<br />
 Anonimo ha detto&#8230;<br />
La questione principale è:<br />
l&#8217;uomo è un essere sociale o individuale?</p>
<p>2 NOVEMBRE 2009 8.27<br />
 AiViA ha detto&#8230;<br />
L&#8217;istinto gregario, la regressione di gruppo, il desiderio di appartenenza, di essere benvoluti sono molto presenti in una razza priva di zanne, aculei velenosi, artigli che ha dovuto fondare la propria protezione sul gruppo coeso.<br />
Siamo tutti combattuti tra il bisogno di solitudine e quello di stare in gruppo.<br />
Spesso il gruppo può rappresentare sottomissione, dipendenza, gregge, schiavitù&#8230;ma per molti la solitudine è ancor peggio.<br />
Quando un uomo o una donna sono in grado di sopravvivere alla minaccia: &#8220;se gli altri ti vedessero&#8230;cosa penserebbero di te!?&#8221; e alla promessa: &#8220;saranno fieri di te, se farai così&#8221;.<br />
Ecco che saranno liberi di non temere ne la solitudine ne le critiche, capaci di non belare insieme alle pecore.<br />
Quando non temi più la solitudine puoi avvantaggiarti della vita di gruppo, senza esserne schiavo. Essa diventa una libera scelta fondata sul do ut des, il dare e avere reciproco ben rappresentato dalle sessioni di gruming delle scimmie, in cui tutti collaborano allo spulciamento reciproco.<br />
La storia è intrisa di episodi in cui alcuni individui si sono ribellati alle regole del gruppo e si sono dati alla &#8220;libertà&#8221; solo per poi finire nel caos e sottomettersi ad una tirannia.<br />
La libertà non è l&#8217;affrancamento dalle regole del gruppo, che è da pecora nera, ma è la non dipendenza da esso, la non necessità di sottostare a tutto ciò che il gruppo impone.<br />
Questo è un uomo individuale: un essere sociale che riesce ad essere &#8220;nel mondo&#8221; senza essere per forza &#8220;del mondo&#8221;.</p>
<p>3 NOVEMBRE 2009 9.50</p>
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