Tra le centinaia di autori che hanno scritto un libro su come migliorare il rapporto di coppia, Gottman emerge nettamente per il suo approccio basato su dati concreti, in un settore editoriale pieno di consigli generici basati sul senso comune e sulla buona volontà.
Quando all’inizio degli anni settanta cominciò a condurre ricerche sulle coppie, i dati scientifici sul matrimonio e sui fattori che potevano renderlo felice erano nulli o inattendibili.
I consulenti matrimoniali si basavano sulle proprie opinioni, sulle convinzioni di qualche psicoterapeuta, sulla saggezza popolare o sulle convinzioni religiose.
Professore di psicologia all’Università di Washington a Seattle, aprì il suo “Family Research Lab”: in un appartamento ammobiliato con vista su un lago filmava e registrava le conversazioni, la comunicazione corporea e i litigi di coppie conviventi.
Quando infine scrisse Intelligenza emotiva per la coppia, il suo laboratorio aveva studiato più di seicentocinquanta coppie in quattordici anni.
Con i suoi princìpi riuscì a raddoppiare le possibilità di successo di una consulenza matrimoniale.
Per iniziare, Gottman fa subito un po’ di debunking dei falsi miti circa quello che assicurerebbe una relazione sentimentale felice e stabile:
Il mito principale che smonta riguarda la comunicazione.
Spiega che la maggior parte delle terapie matrimoniali fallisce perché parte dal falso mito che la comunicazione tra i coniugi sia la chiave per mantenere vivo e solido il matrimonio.
I consulenti dicono ai partner che i loro problemi nascono da una cattiva comunicazione, e li spingono ad “ascoltare con calma e comprensione” il punto di vista del partner, assicurando che questo salverà il matrimonio.
Insistono sull’evitare di fare a gara a chi urla più forte, e di ripetere invece con calma ciò che ha appena detto il partner, dimostrando di avere ascoltato attentamente.
Quest’idea proviene dalle intuizioni dello psicologo Carl Rogers, secondo il quale ascoltare senza giudicare ed accettare le sensazioni dell’altro è fondamentale per creare il giusto clima tra due persone.
Gottman, al contrario, ci dice che questo approccio non funziona affatto se lo si applica all’interno di una convivenza o di un matrimonio.
Le coppie che lo usano tendono a deprimersi, e quelle che sembrano trarne qualche vantaggio, ricadono bruscamente nei vecchi conflitti entro un anno.
Altri miti, meno importanti, sono:
Che le differenze importanti di opinione possano distruggere il matrimonio.
La sua ricerca ha messo in luce che il sessantanove per cento dei conflitti nella coppia non è risolvibile e riguarda problemi permanenti.
Per esempio, Laura vuole avere dei figli, ma Massimo no; Alberto vuole più rapporti sessuali di quanti non ne voglia Diana; uno vuole che i figli siano cattolici e l’altra non vuole, una vuole che il suo uomo la smetta di flirtare con tutte le belle donne alle feste…
Le coppie investono anni ed enormi quantitativi di energia per cercare di cambiarsi a vicenda, ma questi disaccordi fondamentali nascono da sistemi di valori diversi e da diverse visioni del mondo: cose che non cambiano.
Le coppie “felici” lo sanno e si accettano per quello che sono.
I cogniugi felici sono straordinariamente franchi e onesti tra loro
Ecco un altro mito che Gottman si affretta a smontare: la maggior parte delle questioni in molti matrimoni felici, vengono “nascoste sotto il tappeto”.
Ognuno dopo una litigata si fa per un po’ i fatti suoi davanti alla tv, o a fare shopping e al ritorno il litigio è sfumato e sono di nuovo felici di vedersi.
In una coppia felice, spesso i sentimenti più profondi rimangono inespressi.
Le differenze tra Marte e Venere sono un grande problema
Questo mito creato da John Gray riguarda differenze innegabili che certamente hanno un impatto sulla gestione dei problemi coniugali, ma non ne sono la causa.
La qualità dell’amicizia tra i partner è stato un fattore determinante per la felicità molto più delle differenze di genere e di comunicazione.
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Confermo e sottoscrivo i falsi miti. Ultima esperienza: ieri sera…