“D’estate vado a pescare nel Maine. Personalmente vado matto per le fragole con la panna; ma non so per quale strana ragione, i pesci preferiscono i vermi. Così, quando vado a pescare, non cerco di adattare i loro gusti ai miei, ma mi rassegno ai gusti loro. Quindi non metto sull’amo fragole con panna, ma lombrichi o cavallette, e li butto ai pesci sperando che gradiscano” Dale Carnagie
“Seguimi, ti farò pescatore di uomini” Gesù
Quella dei regali sotto l’albero è certamente una gran trovata commerciale, ma dopo aver pensato questo ognuno di noi, soldi permettendo, si ridurrà all’ultimo minuto a comprare ogni sorta di inutili paccottiglie per non fare brutta figura…
Profumi non graditi, libri che non saranno letti, stupide sciarpe colorate ed ogni genere di inutilità firmata si riverseranno addosso ad ognuno di noi che quasi per vendetta risponderemo al fuoco con regalini generici scelti alla meno peggio in base al sesso o all’età…
Ma allora, come possiamo trasformare questa forzatura sociale in un’occasione d’oro per affinare il nostro fiuto di caccia?
Partiamo dalla considerazione “è il pensiero che conta“: la prima e più ovvia chiave di lettura sarà certamente “aver dedicato dieci minuti e dieci euro alla tal persona dimostra che l’ho pensata, e questo esorcizza la mia paura di essere considerato uno che non tiene alle persone…“.
Ma voglio mostrarvi una seconda chiave di lettura, molto più utile al nostro cammino di caccia:
Quale migliore occasione per entrare nel cuore e nella testa delle persone che dover scegliere un regalo?
E’ facile durante l’anno passare accanto ad un negozio, vedere qualcosa che ci fa pensare ad una persona e prenderlo.
Ma il procedimento inverso è difficile: pensare ad una persona e dover cercare un oggetto, questo è ciò che ci stressa delle feste comandate, oltre al fatto di sentirci forzati in quello che dovrebbe essere un gesto spontaneo e gratuito: il dono…. ci sentiamo prosciugati, vampirizzati in quello che dovrebbe essere un gesto rigenerativo e vitale…il Dare.
Per sfruttare questo procedimento inverso come allenamento di caccia dobbiamo smettere di pensare come noi, dobbiamo calarci nei sentimenti, nei valori e nei desideri di quella persona, dobbiamo vedere coi suoi occhi, sentire le sue sensazioni, percepire il suo mondo.
Regalare un vestito con cui vediamo bene la tal persona non è altro che una proiezione dei nostri desideri, dei nostri gusti.
Regalare invece un vestito con cui si vedrebbe bene la tal persona, significa essere entrati nel suo cuore, aver smesso, per un attimo, di pensare che il mondo sia come noi lo vediamo, come lo vogliamo vedere.
Per entrare nel sistema della persona ricevente, dobbiamo affinare il nostro istinto di caccia, smetterla di fare domande idiote come “dove vai per le feste”, “cosa fai a capodanno” e cominciare ad osservare ogni micromovimento di risposta agli argomenti, cominciare ad osservare su cosa è focalizzata, cosa la motiva, cosa per questa persona ha un valore, cosa sta facendo nella sua vita e cosa invece vorrebbe fare, dove vuole arrivare… ogni cacciatore deve saper pensare come la sua preda per trovarla.
Allo stesso modo dopo aver compreso i gusti, i valori di una persona dovremo svestire i nostri panni ed andare a scegliere un regalo con i suoi occhi, con il suo cuore.
Se si sceglie bene, basta veramente una minima spesa, basta un solo proiettile ad un cecchino per colpirci al cuore ed i regali cui siamo più legati, quelli che hanno un valore affettivo non sono mai stati quelli più costosi, ma quelli ben scelti da persone cui teniamo.
Ottimo: il primo passo è fatto.
Pensando come una lepre siamo giunti a scovare la sua tana. Sappiamo dov’è e cosa desidera mangiare, ed abbiamo pronto il suo delizioso boccone.
Ma… forse la lepre gradiva sia erba fresca che frutta secca, e noi vogliamo invece che scarti il nostro pacco di frutta secca desiderando già di trovarvi quest’ultima leccornia.
Come? Ve lo spiego con un esempio:
Nel mio pacchetto per te c’è un simpatico kit per mascherarsi da vampiro, o vampira. Dando una rapida occhiata alla tua biblioteca ho notato i tuoi gusti, ed il fatto che ti piaccia andare a feste, che mi mostri inconsciamente polsi e collo mentre parliamo, che tu stia leggendo questo blog… mi hanno portato a propendere per questo simpatico regalino.
So anche, però, che ultimamente sei stato o stata bombardata di ogni possibile pubblicità diretta o subliminale e che stai vivendo un po’ di confusione riguardo ai tuoi desideri. Inoltre so benissimo che un paio di canini, del sangue finto ed una mantellina ti piaceranno ma non sono di sicuro l’unica cosa che desideri…come fare allora?
Mi presento per i saluti di Natale con una bella cravatta di un rosso vivo, vestito di nero.
Voglio fare un brindisi, e dico che per Natale ci vuole il vino rosso…che mi ricorda il vino rosso con una tazza di neve che mangiavo da bambino, quando la neve era ancora bianca… poi mentre beviamo parlo del fatto che il vino rosso è molto suggestivo, e per qualche motivo “casuale” ti metti a parlare della serie americana “True Blood” che stai guardando in streaming… il discorso passa per un attimo al vero significato precristiano di Natale, la festa del Sole Invincibile che rinasce dalle tenebre del solstizio, parliamo un po’ dell’impostura poi finiamo per ridere di Babbo Natale, il pupazzo rosso della Coca Cola ormai diventato simbolo del Natale consumistico per pecore belanti… Viene quasi voglia di azzannarli nella loro ingenuità…noi, gente della notte refrattaria a certi lavaggi del cervello… che aspettiamo la mattina il sole e festeggiamo la sua vittoria come una rosa rossa che si volge alla sua luce ma conserva le sue dolci spine per i tempi bui…
Bene, è stato molto bello parlare con te… ah, quasi dimenticavo, ti ho portato un pensierino…
Ed ora, analizziamo un attimo la seconda chiave di lettura della frase di Gesù ( o di chiunque l’abbia scritta ed attribuita a lui, non importa) che ho citato all’inizio:
“Seguimi, ti farò pescatore di uomini“… La prima chiave di lettura è stata ben capita dal clero, ogni prete di ogni religione sa come gettare l’amo nel cuore dei fedeli per portarli a contribuire alla propria chiesa, economicamente ma anche per soddisfazione personale…perchè avere le reti piene di pesci obbedienti e paganti è una soddisfazione in se stessa.
Ma quando parlo di cacciare o pescare uomini attraverso la Via del Lupo non mi riferisco a questo basso livello di conoscenza e di coscienza.
Una seconda ben nascosta chiave di lettura rappresenta l’aiuto ad emergere dalle onde della vita che a volte ci travolgono.
Emergere al di sopra dell’oscuro e profondo, buio oceano che ci soffoca fagocitandoci con le sue onde.
Ed una volta emersi, aiutare gli altri ad emergere.
Pescare, significa tirar fuori dall’acqua…
Basta svolgere una professione per sentirci immedesimati in quella professione, fagocitati dalle aspettative e dalle etichette del tipo di professionista che siamo. Basta far parte di un gruppo per rimanere coinvolti nelle sue dinamiche che ci fagocitano in quello che è “lo spirito di corpo”.
Aiutare qualcuno ad emergere significa trascinarlo fuori dalla corrente affinché possa riflettersi, immobile, nelle onde e nei rivoli. Essere nel mondo ma non del mondo… Come la luna che si riflette immobile nel torrente impetuoso…che non può toccarla.
E’ quindi con questo spirito che vi invito a scegliere i regali: pescando, cacciando… ma solo per aiutare le persone che amate ad emergere e ad esprimersi, per dimostrare vero amore, che secondo Erich Fromm è il sincero e disinteressato interesse per la crescita e la felicità dell’altro.
Buona Festa del Sole Invincibile
7 commenti
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E’ la soluzione perfetta per scegliere ogni volta regali appropriati!
Comunque e’ vero, si e’ proprio perso il senso del dono. Moltii dicono: “che palle oggi devo uscire per fare il giro di regali”. Non ce nulla di naturale in questo, sopratutto nel fatto che molti vedono i regali nell ottica: “lui mi fa un regalo, quindi devo per forza rifarglielo anchio”.
Benriletto!
Finalmente hai postato qualcosa
!
Hai ragione. Io i regali li faccio se è davvero sentita, la cosa. Specialmente libri che letto fino a impararli a memoria, anzi, scelgo solo fra quelli eh eh! L’ultimo è stato la biografia di Lemmy Kilmister, che ho consacrato alla casa di un mio amico che ora lo tiene come la Bibbia o L’Edda poetica…
Buon compleanno di Mithra, Krishna o quello che è pure a te e tutti agli altri che ti leggono!
Cucù!

Il forum è fuori uso.. e vagabondando son capitata qui
Io per le feste regalo a tutti la stessa cosa: biscottini di pastafrolla e di cioccolato fatti da me. Approvi questa soluzione?
Buona Rinascita a tutti!
PS: ciao Wolvie!
PPS: Aivia, mi ha fatto piacere la citazione di Fromm
Hai tutta la mia approvazione…regalare qualcosa di fatto da noi, è molto tribale, molto Lupo. Oggi se hai un negozio di scarpe e regali un paio di scarpe, passi per uno che vuole risparmiare sui regali…ma un tempo, se eri un calzolaio e facevi un paio di scarpe per qualcuno, era il miglior regalo che potessi fare.
…e poi i miei biscottini piacciono un sacco a tutti!
Se fai il bravo l’anno prossimo li mando anche a te.
Farò il “bravo”…un termine dall’interessantissimo significato originario…