Del principio della riprova sociale del Cialdini ho parlato qui.
Gli esseri umani tendono ad imitare i comportamenti altrui anche quando questi sono socialmente indesiderabili.
Questo accade anche a noi, continuamente.
I cosiddetti neuroni specchio fanno sì che se andiamo con lo zoppo impariamo realmente a zoppicare.
Nel tempo, tendiamo ad assumere comportamenti ed emozioni delle persone di cui ci circondiamo.

L’unica difesa da questa sottile influenza sembra essere il direzionamento del nostro focus sulle persone migliori e più positive che conosciamo.
Focalizzandoci su di esse, possiamo migliorare lentamente il nostro stato d’animo e i nostri atteggiamenti.
Un esercizio utile in tal senso è il video game “Eye Spy: The Matrix” basato sugli studi del Dott. Mark Baldwin dell’università McGill di Montreal (Canada). Anche all’interno di “Mind Training” potrete trovare giochi molto simili, sempre basati sui medesimi studi.
Io l’ho usato per un paio di settimane ed in effetti piano piano mi sono trovato focalizzato solo sulle persone positive, nella vita reale.
Ma come possiamo limitare i danni della riprova sociale sugli altri?
Come possiamo salvare una mela nel cestino delle “mele marce”?
Consideriamo uno studio seguito dal Cialdini con il capo ricerca Wes Shulz e molti altri colleghi: trecento famiglie californiane accettarono di avere esposto sulla porta di casa un cartello con indicato il consumo settimanale di energia elettrica.
In questo modo, ognuno si rendeva conto se stava consumando più o meno della media dei vicini.
Scopo dello studio era provare un metodo per limitare sprechi d’energia e inquinamento.
Dopo alcune settimane, chi consumava più energia cominciò a ridurre lo spreco del 5,7 %. Comprensibile.
Più interessante al nostro scopo fu che chi consumava meno iniziò a consumare un 8,6% in più, indicando che in una società, la media del comportamento agisce da calamita dei comportamenti di tutti.
Quando le persone si discostano da questa media e lo vengono a sapere, tendono a mettere in atto dei comportamenti per avvicinarsi a questa linea centrale.
Ben lo sa chi vende vestiti di moda a prezzi altissimi con costi di produzione inferiori ai due euro.
Quindi, come possiamo evitare che le persone a noi care subiscano inconsciamente questo effetto, se questo significa peggiorare i propri comportamenti per avvicinarsi alla media?
Pensiamo ad un’insegnante di scuola che non volesse vedere i migliori alunni diventare maleducati e sfaccendati come la media, ma che volesse tuttavia lasciare che i peggiori elementi della classe migliorassero i propri modi per avvicinarsi alla media.
Sempre nello stesso studio, per cercare di limitare il fenomeno si provò ad introdurre, su un 50% dei soggetti studiati, una faccina triste
o felice
come feed back insieme al foglietto da appendere alla porta con i consumi settimanali, come segno di approvazione o meno del consumo rapportato a quello dei vicini.
La faccina triste
non sortì alcun effetto. Chi consumava di più continuò ad avvicinarsi alla media diminuendo i consumi come nel gruppo di controllo.
La faccina felice
, invece, riuscì ad invertire la tendenza drasticamente: se nel gruppo di controllo chi consumava meno continuava a salire per avvicinarsi alla media, nel gruppo con la faccina sorridente chi consumava meno sentendosi approvato e gratificato da quel sorriso continuava a consumare poco, nonostante ciò lo allontanasse dalla media dei vicini.
Congratularsi, riconoscere, valorizzare, gratificare chi si comporta meglio, è un mezzo potentissimo che può addirittura spezzare l’incanto magnetico della tendenza a livellarsi.

Se volete quindi evitare ad una mela di marcire come le altre… ricordatevi di mostrarle il vostro apprezzamento.
Inoltre, se volete recuperare le mele marce, sgridarle o denigrarle non sortirà alcun effetto, come non ne sortì l’uso delle faccine tristi
L’unica cosa intelligente da fare è tenere alta la media gratificando gli elementi migliori, in modo che le mele marce, lentamente, tendano a livellarsi ad una media più elevata.
L’articolo è finito, mi congratulo con te
che hai avuto la pazienza di leggerlo tutto, e ti ringrazio perché ogni giorno ti colleghi e…
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Ciao Aivia Ti lascio un mio piccolo articolo su neuroni a specchio che ho studiato per i risvolti marziali che possono avere:
I NEURONI SPECCHIO
Nel campo delle neuroscienze si stanno facendo passi da gigante. L’ultima interessante scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma coordinato dal Professor Rizzolatti e riguarda i cosiddetti neuroni specchio. Il gruppo stava conducendo un esperimento sul comportamento dei neuroni cerebrali della scimmia durante la prensione di di frammenti di cibo, si voleva misurare la risposta neuronale a movimenti specifici. La scoperta, come spesso succede avvenne per caso. In un momento di pausa uno sperimentatore prese una banana da un cesto di frutta e i macchinari registrarono che i neuroni della scimmia deputati a quell’azione stavano scaricando. Subito si pensò ad un difetto della strumentazione, ma ripetendo la situazione si resero conto che non era così. Le macchine funzionavano perfettamente e si scoprì che in presenza di un movimento a noi conosciuto l’osservatore lo viveva esattamente come chi lo eseguiva.
Chi osserva l’azione è come se la stesse eseguendo di persona.
Inoltre, aspetto molto interessante, se lo sperimentatore raccoglieva il frutto per un’azione diversa da quella di mangiarlo, depositandolo per esempio in un’altra cesta, i neuroni non sparavano. I neuroni a specchio quindi si attivano essenzialmente in base all’intenzione che motiva il gesto.
Quante volte abbiamo sentito parlare di aneddoti riguardanti la capacità da parte di grandi maestri di intuire la direzione del colpo che l’avversario stava per sferrare?
O ancora quante volte abbiamo letto della pratica della visualizzazione capace di conferire al praticante le qualità o gli stati emotivi che egli è in grado di visualizzare dettagliatamente.
Forse l’adagio orientale “Conoscere gli altri è saggezza. Conoscere se stessi illuminazione” potrebbe davvero riferirsi al fatto che conoscendo minuziosamente ogni piccola reazione che avviene in noi possiamo scorgere ciò che sta avvenendo negli altri…
Grazie a te!
Grazie!
[...] abbiamo visto in un post sulla persuasione, l’essere umano tende ad uniformarsi alla media dei suoi prossimi, trovando sicurezza e [...]