Manipolare Tramite la Compassione

E’ dura da ammettere… ma le nostre reazioni sono quasi sempre le stesse.

Il manipolatore lo sa, e presto impara che dicendo o facendo una certa cosa ci spingerà a dirne o farne un’altra.

Quante bugie si dicono per non ferire, per compassione. A volte trattiamo gli altri coi guanti in nome del nostro buon cuore, senza accorgerci che in questo modo, mostrandosi vulnerabili, ci stanno manipolando, ci stanno condizionando a mentire o ad avere uno speciale riguardo.

Ma chi è la vittima e chi è il carnefice?

Se avete la sensazione di essere troppo buoni, di farvi spesso fregare… se vi considerate incapaci di ferire qualcuno, in realtà state cercando voi stessi di controllare gli altri con la vostra gentilezza.

Non è vero, guardiamoci in faccia, che avete mentito per non ferire l’altra persona, lo avete fatto in realtà per non perderla, per non subire una sua reazione fuori del vostro controllo.

Bisogna certamente imparare a dire “NO” e a ritornare su decisioni già prese, ma anche prendere coscienza che nessuno è “troppo buono”.

Spesso cerchiamo di non ferire gli altri per non avere un giudizio negativo da parte loro, quindi in fondo per controllarli.

Vogliamo che pensino il meglio di noi, ma in realtà il loro giudizio su di noi deriva da pregiudizi, filtri, credenze, condizionamenti…nulla che possiamo controllare così facilmente.

Per paura di farsi quindi malvolere, giudicare come egoisti o cattivi si finisce per farsi manipolare, si finisce per agire in maniera forzatamente gentile.

Questa si chiama “sottomissione come libera scelta“, non “compassione“.

La politica e la religione di ogni tempo e di ogni popolo hanno annullato lo spirito critico fornendo una divisione preconfezionata di buono e cattivo, dove stranamente ciò che è buono per noi diventa cattivo se fatto dal “nemico”.

Cosa intendo?

Tizio non ruberebbe, perché non vuole andare in prigione. E’ una costrizione esterna.

Caio non ruberebbe perché nella sua religione è considerato male. E’ una costrizione interiore.

Sempronio non ruberebbe perché rispetta i beni altrui. Nessuna costrizione, libertà.

Sempronio, con il suo spirito critico, ha cercato in se stesso la conoscenza del “bene” e del “male” creandosi le proprie regole interne e comprendendo quanto il concetto sia relativo e non dualistico. Non permettendo quindi a forze esterne di manipolarlo.

Se vi accorgete che una persona è in grado di farvi provare tristezza, indignazione, compassione, euforia… attenti! Ha tutto il potenziale per potervi controllare con facilità attraverso le vostre emozioni e al di là della ragione.

Potrebbero coinvolgervi in un progetto in cui dovete radunare gente e fondi per una causa, facendo leva sulla vostra compassione. Chiedetevi chi ne beneficerà realmente.

La compassione può inoltre farci sentire superiori a qualcuno che compatiamo.

A quel punto, se qualcuno ti dice: la persona x ( che compatisci ) ha detto questo e quest’altro di te…  immediatamente potremmo trovarci a rispondere sdegnati, offendendo la persona x che consideriamo inferiore e non doveva avere questa impudenza.  Questo ci espone e ci lega a chi ci ha riportato la maldicenza o se l’è inventata.

Va benissimo criticare, ma si critica in privato l’oggetto delle critiche per spingerlo a migliorare, e non in pubblico per sentirci superiori!

1 Commento/i

  1. Al di là del bene e del male, diceva qualcuno…


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