Le Prime Due Caratteristiche che Devi Cercare in un Uomo Parte II/II

Come promesso, l’immagine è rimasta invariata.

Se non hai letto la prima parte di questo articolo, la puoi trovare qui.

Siamo giunti alla seconda caratteristica fondamentale che devi assolutamente cercare in un uomo:

DEVE DARTI LA NETTA SENSAZIONE DI POTERTI UCCIDERE IN QUALSIASI ISTANTE E DI NON TEMERE LE CONSEGUENZE, MA DI SCEGLIERE DI NON FARLO PERCHE’ NUTRE UN REALE INTERESSE PER LA TUA CRESCITA.

Se non provi questa sensazione, lascia perdere.

Non sto parlando di violenza, di irascibilità, tutte manifestazioni di debolezza.

Non sto parlando di essere minaccioso, o di vantarsi di essere un duro, tutti segni di insicurezza.

Sto parlando di quello sguardo per cui hai la netta sensazione che potrebbe ucciderti come un canarino ma che preferisce, per scelta libera, contribuire alla tua crescita.

Quando questo tipo di uomo ti guarda in un locale, ti senti improvvisamente nuda ed indifesa, e vorresti sprofondare sotto un tavolo perché ti sembra che tutti se ne possano accorgere, che sei nuda.

Che non hai più il push up che ti fa sembrare i seni della stessa misura a destra e a sinistra, e più grandi.  Che non hai più il trucco, non hai più i tacchi, non hai più il vestito che ti proteggeva dagli sguardi. Qualcuno ti ha aperta in due.

E temi lo possano vedere tutti, ma lo sapete solo voi due.

L’odore che fa quell’uomo ti fa pensare ad un feroce lupo temuto da tutti ma gentile con te, che ti protegge.

Il suo sguardo non ha bisogno di usare mai violenza o alzate di voce.

Quando stai esagerando, lui semplicemente ti guarda e tu ti metti a sedere e zitta.

Non è una persona cattiva. Non ne ha bisogno.

La cattiveria è lo scudo di debolezza dei troppo buoni.

Non è violento, e non vede perché dovrebbe mai diventarlo con te.

La violenza contro i più deboli è l’arma dei deboli.

Semplicemente, lui ti vede come un fiore.

Sa benissimo che potrebbe strapparti con due dita e metterti in un bicchiere chiusa in casa finchè non appassisci.

Invece preferisce per sua libera scelta tornare ogni giorno ad annaffiarti, prendersi cura di te nel tuo ambiente, parlarti e guardarti crescere.

Tu sei felice, ma lo sai che in qualsiasi momento potrebbe strapparti, e lo sa anche lui, ma non ti minaccia mai, si comporta come se non ci avesse mai pensato.

Non è nei suoi progetti, e non c’è nulla che tu possa fare o dire che possa cambiare i suoi progetti.

Puoi cambiare i progetti di vita di tanti mezzi uomini, facendogli vedere un quarto di coscia.

I suoi progetti non li potrai cambiare, ma ti va molto bene, perchè i suoi progetti sono di incaricarsi della tua felicità e crescita.

Nel tuo ambiente, nel tuo giardino, in quello che a te piace fare.

Non in un vaso, ad appassire.

E’ molto importante, che cerchi quello sguardo.

E’ importantissimo se vuoi solo un’avventura, perché avrà la A maiuscola e camminerai storta per giorni, ma non te ne renderai conto perché canticchierai con la testa fra le nuvole.

E’ importantissimo anche se cerchi un rapporto duraturo. Anzi, è vitale.

Ricorda: se quando provi a rompergli le scatole lui ti mette a cuccia con uno sguardo, se quando si avvicina per conoscerti senti che potrebbe spezzarti e godersi sereno il carcere, ma preferisce onorarti e nutrirti… Hai trovato la seconda caratteristica fondamentale in un Uomo.

Nota per i maschietti: non mi sto riferendo alla stazza fisica o a facce poco raccomandabili.

Anche un uomo alto 1,50 può avere quell’odore, quello sguardo, quel tocco.

Le donne adulte avranno sicuramente capito di cosa stia parlando.

Non ti accontentare.

Non chiedergli che macchina abbia, perché ti risponderà che ha una vecchia auto scassata anche se in realtà ha una Lamborghini.

Non gliene frega nulla di far colpo. Sa di averlo già fatto, e quasi gli dispiace, perché conosce il prezzo del sesso per una donna.

Ricorda… se non ti penetra la mente, non permettergli di penetrarti altro.

Buona Caccia…


16 commenti

  1. Molto bello AiViA, come spesso del resto. :-) Hai romanzato molte delle caratteristiche del maschio ideale con abilità e mestiere, l’hai fatto appositamente per chiedere 1000 e ottenere 100. Il 100 dell’attenzione delle donne che leggono, verso quelle che dovrebbero essere buone caratteristiche da intuire e vale a dire: carattere, carisma, forza, discrezione.

    Cose che molte donne, non tutte per fortuna, spesso non guardano e anzi talvolta allontanano. Molte volte preferiscono il deboluccio che poi le fregherà. Le fregherà perché è un bamboccione innocuo che scherza e sembra appena uscito dall’asilo e loro si sentono tranquille come ci si sente con un ragazzino che ha appena finito di fare la sua partita alla play station, ma poi il ragazzino in quanto tale parlerà di loro nei minimi scabrosi dettagli e appena si sarà stufato dii non potere andare a giocare con gli amichetti al parco giochi/ discoteca le scaricherà senza tanti problemi…

    Anche quando magari, se sono in coppia regolare, bisognerà prendere una decisione importante quale la nascita di un figlio o la cerimonia nuziale. Lui scapperà perché impaurito dalla responsabilità e capriccioso di non voler perdere la sua zona di comfort…

    Il punto è che spesso nella donna moderna ha preso sopravvento la parte maschile ( quella femminile è stata sotterrata dal bombardamento mediatico che la vede bella, vincente e forte) e allora vorrebbe essere lei a dirigere il gioco (neanche se ci fosse da dirigere un gioco), così sceglie il più apparentemente innocuo, il ragazzotto che non le ostacola in questa direzione. E’ la stessa cosa che avviene negli ambienti di lavoro : il predatore, cioè il dirigente o il capo che ha calpestato tutti i suoi colleghi per arrivare in vetta non sceglierà mai uno in gamba ma con le stesse palle perché rappresenta una minaccia, sceglierà un incapace che non gli possa minare la posizione

    Peccato che in una coppia l’appartenenza al proprio genere sia fondamentale per decretarne il successo o il fallimento!

    Quando tradisci la tua natura maschio o femmina che sei vai sempre incontro alla disfatta!

  2. buffo, è la stessa cosa che mio padre mi ha sempre detto che dovevo cercare (aggiungendo che non sarebbe stato facile).
    uno l’ho anche trovato, ma era un po’ troppo presto. ad ogni modo, sono contenta di aver ricevuto questo imprinting, che permette anche di fiutare a distanza i bambocci.

  3. premetto che io sono quella atipica che non c’entra col pensiero femminile medio dell’epoca, quindi quello che sto per scrivere non è una critica al modo di vedere le cose di roonin, che invece condivido.
    secondo me si è creata una situazione “gatto che si morde la coda” a causa di una mancata evoluzione del femminismo, che ritengo partito da un’idea aberrante, da un fraintendimento sulle reali competenze e poteri della donna.
    è da un po’ di anni che trovo libri, scritti da donne, che mettono in discussione l’immagine supervincente femminile dalla quale, come scrivi tu, siamo bombardati. un’immagine che è la brutta copia di un uomo e che, se realizzata, è inutile se non dannosa a entrambi i sessi.
    gli uomini devono essere uomini e le donne devono essere donne, sono perfettamente d’accordo con te.
    purtroppo si crea questo circolo vizioso per cui la donna fa wonder woman e, a quel punto, diventa sopportabile solo dal maschio debole. il maschio debole si sente giustificato a rimanere debole e, a questo punto, la donna entra in conflitto con una parte di sè più antica, che la vorrebbe legata a quello forte. vedendo il compagno debole, si incazza con lui e, per reazione totalmente irrazionale, diventa ancora più mascolina, si sente tenuta a farlo, e dice amenità quali “ho tre bambini, uno l’ho sposato” e altre frasi che vanno molto di moda di questi tempi.
    queste frasi, immagino, bloccano lo sviluppo di uomini deboli che potrebbero diventare forti: chi ha voglia di progredire quando si sente sempre disprezzato e criticato? per far crescere qualsiasi cosa, si tratti anche di una pianta, servono amore, fiducia e rispetto per i tempi fisiologici. a nessuno verrebbe in mente di andare in un frutteto a gennaio e, battendo nervosamente il piedino, dire “beh? perchè non ci sono ancora le albicocche?”. penso che il compito delle donne per interrompere il circolo vizioso sia “evitare di fare”, “lasciar fare agli uomini (certe cose in particolare)”.
    non tralascio, però, la realtà di molti uomini ai quali fa comodo non essere carismatici, per pigrizia e infantilismo. questi si incazzano o frignano se la donna smette di essere il pilastro della situazione e stanno bene mandati a cagare non appena una se ne accorge, secondo la mia modesta esperienza. sono sanguisughe.
    non credo però che sia la stessa dinamica degli ambienti di lavoro: sono portata a distinguere le due situazioni perchè secondo me sul lavoro parliamo di persone che si incontrano, mentre nella coppia si tratta di persone che si intrecciano. è qualcosa di più intimo.
    la dinamica di far fuori il sottoposto più bravo del capo è qualcosa di indipendente dal sesso: l’ho visto succedere sia a uomini che a donne ed è successo anche a me. sono stata mandata via da un laboratorio di fitopatologia, con tanto di complotto per incolparmi di un errore che avevano fatto altri, perchè ero più rapida e accurata della capa per quanto riguardava la diagnostica. il capo di lei creava la stessa dinamica, senza differenze tra sottoposti uomini o donne.
    ho reagito con “va bene, tenetevi il vostro posto: io un altro lavoro lo trovo, voi difficilmente ritroverete me”, sinceramente sollevata di non dover avere più a che fare con quello squallore che, oltretutto, è antieconomico (tutto questo dopo aver cercato più volte di impostare una collaborazione vantaggiosa per tutti).
    continuo a sostenere che un team che collabora senza invidia, con valorizzazione di ogni individuo e stima reciproca, possa indubbiamente favorire il profitto dell’azienda, piuttosto che sprecare energie per difendere la poltrona e abbruttirsi complottando, facendo ostracismo e, alla lunga, indebolire l’azienda facendo rimanere soltanto i più scarsi. la civiltà ateniese è crollata proprio per una cosa del genere, se non ricordo male.
    penso sia evidente che siamo in una fase di declino generale, alla quale ci si può opporre ribellandosi agli schemi che sono dati per certi e sicuri. il problema è che andare contro l’abitudine e l’inerzia comporta un lavoro, quindi un dispendio di energie, un investimento che non è comune voler fare.
    c’è anche un declino della coppia ma, se questo è in parte dato da un’irragionevole volontà di prevalere sull’altro, penso che abbia radici diverse da quello che succede nell’ambito lavorativo. o, forse, io non ne capisco le dinamiche perchè non riesco a credere che una possa sentirsi tranquilla con accanto un bamboccione, uno “apparentemente innocuo”.
    forse sono io la pazza, ma come fa una a concepire una roba del genere? poi magari si stufa e si annoia, e allora cerca trasgressioni altrettanto assurde, perchè di solito va a sbavare per il chitarrista egocentrico di turno, altrettanto bamboccio, soltanto con vestiti diversi. come può una sana di mente pensare che tale chitarrista sia un vero uomo? da dodicenni ci siamo passate tutte, credo, ma perseverare è diabolico…
    c’è gente che vive (a mio parere quasi patologicamente) in questa alternanza bravo ragazzo da manovrare/ rockettaro scemo da venerare (un’immagine abbastanza obsoleta, oltretutto).
    non credo che la radice sia un desiderio vendicativo di potere sull’uomo ma, piuttosto, una percezione sbagliata del proprio intrinseco potere femminile. altrimenti non mi spiego questa alternanza di potere assoluto sul bamboccio e cessione totale del proprio potere ad un demente che è in relazione soltanto con se stesso, forse neppure con se stesso.
    questa alternanza la si può notare piuttosto bene osservando la sequenza di relazioni che hanno avuto madonna e courtney love, e anche attraverso la loro espressione artistica. le ho citate entrambe perchè sono apparentemente agli antipodi e pare che non si sopportino l’un l’altra, probabilmente perchè troppo simili.
    lo dico perchè mi è capitato di incontrare un uomo che aveva carattere, carisma, discrezione e forza. le aveva a tal punto che non ha avuto bisogno di parlare per comunicarmi queste cose e sono sicura che non si sia trattato di una mia proiezione romantica: ho provato cose estremamente reali, le stesse che aivia descrive nel suo post. quello lì mi è proprio entrato dentro. da allora mi è impossibile accettare qualcosa di diverso da questo. dopo, il più delle volte mi è capitato di ingannarmi sulle persone, e di starci insieme per alcuni mesi, ma scopro la verità sempre più in fretta, ho allenato l’occhio e il naso. adesso me ne accorgo prima dell’inizio, perchè ho capito che la chiave di lettura è tutta in ciò che provo al primo incontro, perdo meno tempo.
    sicuramente c’entra anche l’educazione che ho ricevuto da mio padre, che mi conosce molto bene e osserva molto attentamente gli altri. mi ha sempre detto cose del tipo “per te ci vuole uno che ti tenga testa senza che tu ti accorga che lo sta facendo”.
    all’inizio non capivo molto bene cosa intendesse. poi, ripensando a quella persona incontrata molti anni fa, ho fatto un due più due.
    mi ha penetrato la mente, ma non era minimamente una violazione. attraverso il suo potere di penetrarmi mi ha fatto percepire il potere e l’orgoglio di essere stata scelta da lui, scegliendolo a mia volta con il potere di lasciarmi penetrare. una specie di riconoscimento reciproco. il potere ce l’avevamo in due, lui aveva quello maschile e io quello femminile. vale la pena di non essere mascolina, se si può provare questo!!!
    quel “senza che tu te ne accorga” detto da mio padre intendeva “senza ostentazione del suo potere maschile, riesce a farlo semplicemente perchè è quello che dovrebbe essere”. in effetti, ho osservato molto questa persona e mi ero fatta l’idea, poi confermata da amici che hanno anche parlato con lui, che fosse perfettamente consapevole di sè, fiero della sua individualità e perfettamente aperto al resto senza dipenderne, senza bisogno di sentirsi superiore o inferiore. parlava pochissimo ma parlava a segno, più che altro si esprimeva con la sua fisicità eccezionale. non ha mai pubblicizzato il suo interesse per me, ma me l’ha fatto capire in modo infinitamente più chiaro di tutti quelli che mi hanno detto “mi piaci” ottantasei volte al minuto o fatto i cretini davanti agli altri. la cosa insolita è che aveva soltanto sedici anni ed era tutto tranne che innocuo o macho. c’è da dire che appartiene a una cultura dove normalmente si diventa(va) adulti in fretta, era un sinto giostraio: ma ho conosciuto altri suoi coetanei appartenenti allo stesso gruppo e non erano così, probabilmente perchè maggiormente influenzati dal bombardamento mediatico o perchè più deboli di carattere.
    non era neanche molto bello in viso ed era più basso di me, cosa che in genere non mi attrae. ha fatto tutto col carisma e per me è diventato il più desiderabile del mondo, in quel momento. da parte sua c’era il carisma, da parte mia il riconoscimento del carisma. sono entrambi poteri e non sono in contrasto. dopo il riconoscimento del carisma mi sono accorta che aveva anche un gran bel corpo, ma non mi avrebbe fatto effetto senza il carisma. brad pitt, per esempio, mi lascia indifferente e ritengo che angelina jolie meriti di meglio. (comunque, fatti loro).
    tutto questo per dire che è veramente dura manifestare il proprio potere femminile quando manca questo tipo di stimolo o riscontro. manifestandolo ugualmente, ottengo di far tremare di paura quelli “innocui” e di far andare via sdegnati i macho, che sbarellano e mi accusano di essere ingestibile perchè non sto lì a cantare “osanna osanna nell’alto dei cieli” ogni volta che hanno bisogno di affermarsi chiedendo a gran voce la mia approvazione. (scrivo in prima persona perchè, in questo caso, penso di poter chiarire meglio un concetto generale partendo dalla mia esperienza, non vuole essere una lamentela, ma una constatazione di qualcosa che invece è un vantaggio perchè mi permette di levarmi dalle scatole queste due categorie).
    ma, dico, un rapporto in cui devi dare continuamente approvazione può essere un rapporto decente? oppure, come si fa ad accettare un rapporto che praticamente tieni in piedi da sola perchè l’altro è un rincoglionito? come può una donna accontentarsi di questo e ritenersi soddisfatta? li sento entrambi falsi, condizionati: appena manca la stampella, non possono fare altro che crollare. (lo stesso vale anche nel caso che la stampella sia l’uomo). sono entrambi falsi poteri che schiacciano tutti e due.
    l’approvazione deve essere tutta concentrata in quello sguardo in cui ci si riconosce inizialmente, dopo si fa altro, secondo me: non si può basare un rapporto su quanto uno tiene in piedi l’altro. dopo si fa tutto tranne che la stampella, se non in momenti temporanei di forte sofferenza che richiedono il sostegno dell’altro. l’approvazione iniziale perdura, ma si sa di averla e darla, non richiede conferme e permette di dare più valore ai momenti in cui “ti amo” viene detto esplicitamente.
    per “sostegno” intendo qualcosa tipo un semplice abbraccio che trasmette “so che ce la farai”, non ottomila discorsi per insegnare all’altro come dovrebbe vivere e che, in fondo, sono volti solo al tentativo di far passare il dolore in fretta e comunicano solo incapacità di stare nella sofferenza, propria e dell’altro.

  4. E’ un grande onore averti ritrovata dopo 25 anni da quelle torture psicologiche di cui ormai se l’unica testimone rimasta in vita oltre a me.

  5. [...] Continua nella seconda parte. [...]

  6. Come non sottoscrivere Mara. Il punto è che Donne come te ce ne sono poche. C’è un rimbamboccimento anche femminile. Vanno in ufficio scalano a colpi di lingua (metaforici intendo, anche se non solo) , arrivano a un posticino di responsabilità e pretendono la stessa stessa devozione che ricevono dai prosseneti d’ufficio anche fuori dall’ufficio.
    L’ultima esperienza che mi è capitata è stata con una “bambocciona” ex ragazza di un mio allievo che mi ha ricontattato su facebook per vedere se riusciva a recuperare il tipo che l’aveva mandata, giustamente, a cagare. Ci siamo trovati qualche volta a pranzo e mi sono sorbito i suoi piantini di disperazione, ho cercato di consolarla e parlando del lavoro le ho raccontato di come ho rimesso parecchie volte in fila la direzione che non si rassegna all’idea di avere uno che non ci sta a fare lo scondizolo davanti a qualcuno che è stato messo lì perché figlio d’arte. Non ho mai negato l’educazione ma per lo schiavismo devono cercare altrove, non mi interessa l’approvazione del gruppo/gregge o per meglio dire mi interessa solo se basata su presupposti di professionalità e non di cospargimento bava vicino alla scrivania di chi “comanda”.

    Qui ho risvegliato tutto il suo disappunto, sono stato definito un ribelle scavezzacollo. Io che quando mi ci metto smazzo il lavoro di tre colleghi nella metà del tempo :-)

    In ogni caso il suo conformismo l’ha allontanata da me, che volevo esserle solo amico, ha iniziato a ritirare le sue dichiarazioni di attrazione nei miei confronti che nel frattempo non aveva mancato di lanciare e mi racconta di tanto in tanto di essere andata con tizio che poi è sparito di uscire con Caio che sa di poco..etc etc

    Non fa ridere???

    Si è calata così nel ruolo, che vuole avere il dominio anche sul compagno per finire poi per cacciarsi sempre con un Peter Pan che non sa lontanamente come farla sentire donna…un deja vù come direbbero i francesi….

    Questo vale altrettanto per gli uomini che come dice giustamente Mara cercano la mammma in una compagna e poi si lamentano di essere frustrati perché la loro parte Yang è relegata nello sgabuzzino di casa.

    io penso che s e uno mira ad un rapporto soddisfacente deve dirsi chiaro cosa vuole e se preferisce mantenere “il comando” o avere la mammina a disposizione deve mettere in conto che avrà sempre un rapporto viziato.

    Per concludere, ringraziando Mara per la gioia che mi ha dato leggere di una donna così in gamba e indipendente, basta poco a capire chi ci troviamo di fronte, con uno sguardo si comunica più che con cento parole. Le persone vere, concrete, non hanno bisogno di sfarfallare minchiate per ore per farsi capire basta una parola, uno sguardo, un sorriso.
    Con lo sguardo fai capire alla donna che hai di fronte che la mangeresti di baci o al macho da strapazzo che se non cambia strada lo polverizzi e assicuro che funziona alla perfezione…

  7. molto buffa, la tipa. mi fa pensare a quella che, gongolando, ha preso il mio posto nel laboratorio di fitopatologia. non sa che l’hanno scelta perchè è un’ottima esecutrice ma non costituisce un pericolo per nessuno.
    è il tipo di persona che passa tutte le pause con l’orecchio incollato al telefono con, xcome dice lei, “il mio ciccio, che rompe un po’ le palle ma come farei senza di lui”.
    questa tizia è molto bella, quindi lui le monopolizza le pause tenendola al telefono, impedendole di stringere legami con i colleghi, e chiedendole, ogni volta, di dirgli come si è vestita quel giorno, per verificare che non si sia messa troppo in mostra.
    l’ho osservata varie volte: sempre smaronatissima ma le va bene così. salvo poi tenere in bella vista la confezione di xanax durante il pranzo.
    questa ragazza ha solo 24 anni…
    con il suo ciccio che la tiene al telefono, non rischia neanche di “rubare” l’amante a una delle tecniche del laboratorio, che ce l’aveva con me perchè piacevo al suo amante (e non contava che a me lui non interessasse).
    al che la mia conclusione è stata: gongola pure per il tuo laboratorio e il tuo ciccio. e che quell’altra sfigata si tenga pure il suo amante che, tra l’altro, assomiglia di più a un maiale in porchetta che ad un essere umano di sesso maschile.
    non l’ho detto a nessuna di loro perchè, con le testoline che hanno, penserebbero a “la volpe e l’uva”.

    a volte, sul lavoro, capita che una donna piaccia al capo, senza che lei lo desideri. allora si sprecano le sentenze delle malelingue. ma effettivamente ne ho viste molte cercare di accattivarsi tutti gli uomini per ottenere un avanzamento o per indurli a chiudere un occhio davanti a suoi errori nel lavoro, anche molto gravi.

  8. da quello che ho potuto constatare, di solito chi vive il rapporto viziato è convinto di vivere un rapporto sano. e spesso dicono cose del tipo “io vado benissimo, il problema ce l’hai tu. la prova sta nel fatto che io sono fidanzata e tu no (gne gne gne)”.
    pare anche che trovino forza nella maggioranza: se tanti vivono “quel” rapporto deve andare bene per forza e chi non lo accetta è perchè non ha pazienza.
    (risate perchè penso ci voglia più pazienza a fare altro che ad adattarsi alla moda).

  9. Sono pienamente d’accordo.

  10. Alla società e alle società fanno comodo questi personaggi, personalità 0, capacità 0, ruffianeria e compiacimento delle richieste altrui a 1000.

    Il lavoro è secondario, un po’ più ben fatto in po’ più male va bene lo stesso, ciò che conta è l’ego smisurato dello sfigatissimo predatore di turno.

    Io ho una regola che ho denominato “scegli l’idiota”: metti in file tutti i componenti di una ditta e fai scegliere a uno qualunque quelli che gli sembrano più pirla, tranquillo che in capo a 5 anni diventano manager aziendali.

    Ovviamente non sempre, ma funziona abbastanza bene ;-)

    Questo fino a quando il predatorino non ne incontra uno vero che non si piega ai suoi voleri. Tempo fa ebbi a che fare con uno di questi, saliva in cattedra, voleva fare il professore con un’arroganza inimmaginabile. Tra l’altro con uno che ha quasi 25 anni di esperienza lavorativa. Ricordo di averlo guardato molto male. Qualche tempo dopo, con estrema umiltà, in un momento di riappacificazione mi disse di non avere mai visto uno sguardo come il mio, che non se lo poteva più dimenticare…

    Le donne come dice Mara sono pure peggio sul lavoro, almeno l’uomo è più diretto la donna è terribilmente trasversale e inoltre non vuole mai essere seconda a nessuna in fatto di avvenenza, ecco che se un uomo dedica le sue attenzioni a una più carina, come mi pare di aver capito nel tuo caso, è guerra totale……

    Poveri noi…

  11. non era principalmente questione di più o meno carina, rispetto al discorso di quell’uomo. in molti, in quella azienda, mi hanno detto che non riuscivano a inquadrarmi (e non ci riuscirete mai, ho pensato io), quindi credo che l’aspetto attraente fosse la mia diversità da tutte le altre. nel caso di quella persona in particolare, credo abbia giocato anche il fatto che ho una buona cultura di musica rock e simili, cosa non frequente tra quelle persone.
    inoltre, professionalmente ho rotto i coglioni perchè mi sono stati affidati da subito incarichi particolari (ma comunque inferiori alle mie capacità acquisite in precedenza), poichè avevo già maturato certe esperienze in altri luoghi di lavoro. per molte di quelle donne era inconcepibile che io, l’ultima arrivata, non partissi da zero.
    con alcune si sono creati rapporti di amicizia, ma è tutta gente che, come me, ha deciso di licenziarsi (dopo il laboratorio mi avrebbero tenuta in un altro reparto, per il piacere di umiliarmi. ci sono stata per un po’, sorridendo sempre perchè il nuovo reparto era proprio il relax che mi serviva dopo tutto il casino accaduto, e poi mi sono licenziata sorridendo).
    poi c’era qualche amica un po’ meno nobile, gente che mi incoraggiava a restare perchè ce l’aveva a morte con le stronze del complotto e vedeva in me un valido aiuto per contrastarle, ma a me non interessava questa battaglia.
    l’amante della sfigata, per proteggersi e non farsi mollare dalla tipa incazzata perchè lui ci provava con me, le ha detto che ero stata io a provarci, e lei non mi avrebbe certo creduto se le avessi detto la verità, dato anche che parlavo volentieri con quest’uomo di vari argomenti, senza essere interessata sessualmente. me non avevo elementi per dimostrare nulla e neanche mi interessava farlo.
    alla fine devo ringraziare tutti loro perchè, in contemporanea, mi sono accorta di voler andare in un’altra direzione professionale ma facevo un po’ fatica a chiarirmi su come fare questo cambiamento. con i casini che mi hanno creato, mi hanno spinto con molta più determinazione verso la nuova direzione che ho preso.

  12. Avevo intuito che il tuo forte in quel frangente era rappresentato dalla tua personalità. Io stesso ritengo molto importante che una donna abbia personalità, le bellocce oche mi fanno abbastanza c….re ;-)

    Intendevo avvenenza composta da un mix di personalità e aspetto estetico.

    Gli ambienti lavoro sanno farci capire quanto un essere umano può arrivare in basso e purtroppo non c’è mai limite!
    Certe apparenti sfortune portano con sé grandi sorprese positive, ma sul momento , ovviamente, vengono vissute male…

  13. credo che la regola “scegli l’idiota” sia perfetta e permetta ai predatori di farli fuori in anticipo. ottimo!

  14. ho imparato a vedere la grande fortuna durante la grande sfortuna, non dopo. cioè: ormai sono sicura che quando c’è un crollo o una crisi, se immagino quello che tale crollo può aprirmi mentre sono ancora nella sofferenza, il dolore perde importanza e riesco a stare nel presente senza temere il futuro. sono del parere che la fortuna te la fai da solo in qualsiasi istante e a partire da qualsiasi circostanza. non sempre ci riesco, ma sapere che c’è questa potenzialità mi fa rialzare più in fretta quando non ci riesco o mi sembra di non vedere risultati dopo lunghe lotte.

  15. la cosa veramente irritante, secondo me, è il passato. se penso che ho speso tre anni là dentro e che potrei aver già completato quello che sto facendo ora… grrrrrrrrr.
    poi mi calmo pensando che non si può giudicare il passato con gli occhi del presente: dovevo passare di lì, altrimenti non avrei fatto quello che sto facendo ora con lo stesso spirito e motivazione. niente va mai sprecato.
    allo stesso modo, a volte mi ritengo cogliona per non essere andata via con lo zingaro, a suo tempo. ma direi che è stato molto meglio così, se l’avessi fatto probabilmente non avrei vissuto certe cose, per me vitali, e sarei stata costretta a reprimere una parte di me, danneggiando anche lui, di riflesso.
    molto meglio vivere altre cose e ringraziarlo per l’imprinting che mi ha dato.

  16. Sì, tutto quello che hai fatto ha un senso in vista di ciò che hai potuto realizzare dopo, credo molto nella filosofia Taoista dallo Yang nasce lo Yin e viceversa.

    “Scegli un idiota” è davvero stupefacente, non ti sbagli quasi mai :-)
    “Aver già completato quello che stai facendo adesso”???? Il bello è il PERCORSO per arrivarci… ;-)


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