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Hai mai pensato a come mai quasi nessuno riesce ad essere “profeta in patria”?
Con “patria” non mi riferisco ai confini governativi, ma alle persone che già conosci, al tuo gruppo.
Cosa accade nelle prime fasi di conoscenza fra le persone che poi vanifica ogni successivo tentativo di esercitare influenza, persuasione, eventualmente manipolazione?
Come mai chi segue corsi di persuasione o legge molti libri sull’argomento, poi raramente riesce ad applicarne i contenuti?
Cosa accade quando conosci qualcuno che poi vanifica ogni tuo tentativo di influenzarlo?
Perché dopo che hai conosciuto qualcuno in un pub i tuoi tentativi di sedurlo, influenzarlo, fanno fiasco?
E’ davvero solo una questione di carisma e magnetismo animale? Se così fosse, allora non servirebbero a nulla gli studi sulla persuasione, ancor meno i trucchetti comunicativi che fanno vendere tanti libri.
Cosa deve accadere perchè le tue Persuasion Skills vadano a bersaglio…?
Beh, soprattutto cosa NON deve accadere, perchè possano andarci:
Ci sono alcuni comportamenti che forse hai adottato con le persone e che in seguito hanno vanificato ogni tua possibilità di influenzarle.
Non importa, se hai già commesso questi errori, assumere un’aria misteriosa e affascinante…autoconvincerti di potercela fare o altre americanate: non ci casca più nessuno…nemo propheta in patria.
Vediamo insieme quali sono i più grossolani e comuni fra questi errori:
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Apparire Bisognoso o Desideroso di Qualcosa.
Stai telefonando ad un Pr per pregarlo di farti entrare gratis da qualche parte, stai chiedendo un favore ad un nuovo conoscente, hai appena conosciuto qualcuno ad una festa e non ti stacchi più, continui a parlarci come se non avessi anche altro da fare?
Vai in un posto in cui di solito ti pagano, senza che ti paghino?
Bene, dimenticati di poter influenzare queste persone.
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Non Esercitare Controllo Emotivo.
Dimenticati di poter influenzare una persona che ti ha visto perdere la testa, arrabbiarti, perdere la calma.
O che ti ha visto crollare sotto lo stress, lamentarti, piagnucolare per qualcosa.
O che ti ha visto apparire troppo sensibile.
Se le persone ti provocano e sono offensive, questo è il momento per dimostrare che la cosa non ti tocca per niente.
Rispondi alle provocazioni, invece, e diventerai il passatempo degli altri.
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Apparire un Pivello.
Spesso le persone quando conoscono qualcuno gli spiegano la loro filosofia di vita, spesso tendenzialmente pessimistica: lo chiamano realismo e altrettanto spesso tendenzialmente ingenua: lo chiamano pensiero positivo o ottimismo.
Molte persone cercano di impressionarti raccontandoti, con frasi lasciate a metà per creare interesse, quante cose brutte abbiano passato e come questo le abbia fatte maturare più dei loro coetanei.
Altre invece cercano di dirti che tu sei fautore della tua vita e che se ti è successo qualcosa di brutto è perchè l’hai attirato non pensando positivo.
A queste tipologie di persone si aggiunge anche quello che confida le proprie aspirazioni e desideri a persone che conosce da poco, mettendosi in un certo senso a nudo.
Ricorda: i preti comandano i civili da millenni e non si è mai visto un civile confessare un prete.
Se hai messo in atto uno dei comportamenti da pivello qui sopra… dimentica di poter influenzare quelle persone.
Lo sai di cosa parlo: conosci un amico di un amico, ti da un passaggio fin sotto casa e vi mettete a parlare dei rispettivi sogni, desideri, necessità.
Dimentica di poterlo influenzare.
Anche parlare di teorie e di convinzioni assurde, ti farà perdere influenza sulle persone più intelligenti e al massimo guadagnare l’amicizia, non l’influenza, di qualcuno come te.
Insomma… il pagliaccio della festa di compleanno di tuo figlio ha fatto sparire una pallina rossa dalla mano e non c’è trucco perchè aveva le maniche tirate su ed hai controllato? Evita di dirlo, se vuoi avere peso.
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Essere Noioso.
Presente quella persona che parla in monotono per chiederti cosa fai per vivere, quanti anni hai, se sei single e di che segno sei?
Beh, a meno che non abbia un culo che parla e che tu non sia un uomo, non riuscirà ad influenzarti in nessun modo.
Se il massimo che riesci a chiedere è “studi o lavori”, allora ti consiglio la lettura de “Il Piccolo Principe”.
Sappi che finchè non sarai meno noioso non riuscirai ad applicare nessun “trucchetto” letto da qualche parte, mi riferisco anche all’espressività ed al tono di voce, alla prosodia e non solo ai contenuti.
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Avere Paura.
Forse potrebbe rientrare nella gestione emotiva, forse nell’apparire un pivello…ma quello dell’insicurezza merita un punto a parte: ogni volta che parli a qualcuno di ansie, preoccupazioni, che dimostri insicurezza per cose normali, che ti mostri vulnerabile e pauroso… dimentica di poterlo influenzare.
E’ umano avere paura, non fraintendermi. E’ giusto avere paura di correre in moto o avere prudenza in molti contesti contrapposta ad una sciocca temerarietà.
Non parlo di questo, parlo di quando la paura ti limita in qualcosa di normale che agli altri mediamente riesce bene.
Per esempio una mia amica ha paura di guidare la macchina quando è sera, o di guidare in autostrada.
Le persone a cui lo dice non smettono di essere sue amiche, ma semplicemente la considerano una con poca esperienza di vita e non le danno retta.
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Parlare dei Problemi
C’è un solo motivo per cui dovresti parlare a qualcuno dei tuoi problemi: chiedergli direttamente una mano a risolverli.
Non dovresti parlare dei tuoi problemi per altri motivi, perchè in un certo senso stai mancando di rispetto all’interlocutore…
Molte persone parlano dei problemi perchè in fondo sperano che l’altra persona si offra di aiutarli, che faccia scendere dal cielo il suo aiuto.
Non importa se il tuo amico è milionario: se vuoi i suoi soldi, chiediglieli direttamente, non metterti a parlare dell’affitto e delle bollette che fatichi a pagare quando sei con lui.
Non parlare di problemi se non stai chiedendo direttamente una mano a risolverli, o perderai ogni possibile influenza sull’interlocutore.
Nota: non importa se sei ricco e se scendi da un’auto costosissima, vestito con abiti firmati e con un orologio d’oro. Non avrai nessuna influenza se commetterai questi errori.
E tu, cos’hai notato nelle persone che non ti colpiscono affatto, cui non ti ispireresti e per cui non investiresti un centesimo?
Osservare loro può aiutarti a notare piccoli frammenti del loro comportamento in te stesso, allo scopo di distruggerli.
Buona Caccia!
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credo che la fase più delicata sia quando certi comportamenti sono già stati individuati dentro di se, e se ne sta prendendo le distanze. non si è più dentro, ma nemmeno fuori. in genere si ha poca compassione di chi li manifesta ancora e li si tratta bruscamente,
quando uno ne è davvero fuori sa anche amare quei comportamenti, ne sorride senza disprezzo. li considera parti di sè appartenenti al passato.
Sono comportamenti normalissimi, non certo patologici.
Ma infatti la maggior parte delle persone non ha alcuna influenza su di noi.
Il passo successivo, se inizialmente ti danno fastidio le persone che li manifestano, è quello di aiutare queste persone, mostrare loro un modo per liberarsi di quel comportamento. Spiegarglielo.
In questo modo stai uccidendo il rimasuglio di comportamento che è in te, perchè è insegnando che si impara.
E… cosa simpatica… dopo queste persone penderanno dalle tue labbra. Ovvero avrai trasformato la loro intenzione di influenzarti in ferma decisione di farsi influenzare.
Nota: non c’è nulla di male nel farsi influenzare da qualcuno in cui riponiamo fiducia e che ammiriamo.
L’influenza non è la manipolazione.
Se voglio aggiustare l’auto chiedo ad un meccanico un consiglio e lo ascolto, mi lascio influenzare volentieri.
Mantengo lo spirito critico e faccio domande, non mi faccio raccontare che devo lasciargli l’auto e spendere mille euro per una cavolata, ma comunque quello che dice influenza quello che farò sull’auto.
quello che m,i è successo in questi giorni è stato infatti un insieme di cose, compreso l’insegnare a qualcun altro qualcosa che io non avevo del tutto risolto dentro di me.
questa azione mi ha “costretta” a dare il buon esempio e a rivolgere a me stessa l’accettazione che desideravo provasse l’altra persona per se stessa.
poi sono stata per tre giorni, per la maggior parte del tempo, fuori da me stessa, nel senso che ero molto nello “scemo del villaggio” per questioni tecniche legate allo spettacolo. per essere credibile, dovevo avere la testa vuota ma, al tempo stesso, dovevo stare attenta a cosa facevano gli altri attori per intervenire al momento giusto.
questa esperienza ha potenziato la mia capacità e disposizione ad osservarmi dall’esterno.
il giorno dopo sono andata dal medico, determinata a liberarmi dal mio recente problema di apnea notturna. naturalmente, gli ho detto subito e senza mezzi termini che fumo 20-30 sigarette al giorno e che non riesco a smettere, nonostante svariati tentativi.
mi ha fatto una lunga predica che, straqnamente, avevo voglia di ascoltare. non mi era mai successo di avere la percezione chiara di essere lì in due, ad ascoltarlo: una parte, sepolta da dieci anni e resuscitata, che dava pienamente ragione al medico, estremamente convinta. l’altra, la solita supertossica cinica che ridacchiava pensando “che ne vuoi sapere tu, che non sei un fumatore?”.
sicuramente per merito di un dialogo interiore che queste due parti fanno da un anno, quella che dava ragione al medico si è rafforzata e in questi giorni ha potuto avere la meglio sull’altra. da qualche giorno non sto fumando e non ho voglia di fumare, mi sento stupida all’idea di accenderne una ma, al tempo stesso, non vedo gli altri fumatori come stupidi, perchè la “tossica cinica” è sempre presente, le voglio bene, e mi ricorda cosa si prova, quindi non sento disprezzo per loro nè per me. il sentirmi stupida, non è un giudizio severo… piuttosto una cosa naturale. mi sentirei stupida se ora fumassi, proprio come mi sentirei stupida se andassi a fare un bagno di fieno in una beauty farm, essendo allergica a 5 specie di graminaceae.
in questi giorni, tra ascoltare consigli, darli e osservarmi dall’esterno mi sono accorta del meccanismo che mi faceva fumare e mi sento completamente emancipata da esso: lo capisco, non lo condanno… ma, se non lo maltratto demonizzandolo, mantengo la libertà di scegliere di fare altro.
Interessante…
lo spiegherò meglio sul mio blog. al momento ho diverse cose mezze scritte ma non ho ancora avuto tempo di finirle