Questo articolo è parte di una serie iniziata qui.
Come abbiamo visto nella III Parte sul Bisogno ed il Potere, tutti nasciamo in una condizione di Bisogno e per poter sopravvivere fisicamente e socialmente dobbiamo dipendere completamente dagli adulti, dai genitori.
Crescendo, alcune persone cercano il Potere, inseguendo l’indipendenza per sfuggire dalla condizione di debolezza in cui si trovano e che non è premiata nel loro teatro operativo.
Altre persone, spesso cresciute in un ambiente che non premiava il Bisogno ma nemmeno il dominio sugli altri, prendono un’altra strada per affrancarsi dal Bisogno: la negazione dello stesso.
Le persone che adottano questo tipo di strategia si impegnano per dimostrare di non aver bisogno di nessuno.
Il Potente ha bisogno di sudditi, di seguaci, di “yes men”… chi usa la Negazione del Bisogno cerca di mostrare che può cavarsela da solo praticamente ed affettivamente.
L’immagine tipica di chi adotta questa strategia è lo scalatore solitario, il navigatore che naviga da solo nel vento.
Persone come queste sentono che saper contare solo su se stessi è più importante della capacità di cooperare.
Questo è vero in alcuni casi, mentre in altre circostanze è altrettanto vero che “l’unione fa la forza”.
Per chi si immedesima in questa strategia, “chi fa da se fa per tre” sembra essere un comandamento scolpito nella roccia.
A livello fisico avrà un corpo atletico, come serve per affrontare da soli tutte le sfide della vita, ma teso, come il corpo di chi non si lascia andare, di chi non accetta l’aiuto degli altri e non riesce ad abbandonarsi o a delegare.
Come un animale ferito e spaventato che non si lascia avvicinare e cerca di difendersi anche quando qualcuno vuole aiutarlo, chi adotta in modo continuo questa strategia ci da l’impressione di invadere il suo spazio ogni volta che ci avviciniamo.
Mentre chi adotta la strategia basata sul Potere opera in modo che gli altri si appoggino a lui e gli siano complici e chi usa quella basata sul Bisogno cerca sempre qualcuno a cui appoggiarsi e di cui essere complice, l’individuo che fa riferimento alla Negazione del Bisogno reagisce dentro di se in senso opposto al suo bisogno di appoggiarsi agli altri:
Quanto più forte sarà il suo bisogno di noi, tanto più fortemente percepiremo il suo distacco.
Nota importante: è perfettamente normale che una persona immersa nella folla tutto il giorno per lavoro non desideri di meglio che passare una settimana lontano da tutti su una barca in mezzo al mare con un buon libro.
Ancora una volta, quello che rappresenta un punto debole è il ripetersi automatico ed inconscio di una strategia, fino a considerarsi “fatti così”.
Buona Caccia!
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