UMA Survival Strategy Model – III Parte – Bisogno & Potere

Questa è la terza parte di una serie iniziata qui.

Proseguendo con la lettura di questa serie, potrai scoprire di riconoscere in te stesso diverse strategie apparentemente contrapposte e complementari.

E’ normale, la situazione ideale è infatti quella in cui le polarità si alternano in modo fluido e continuo adattandosi al teatro operativo.

Per esempio, la strategia basata sul Bisogno sembra opposta a quella basata sul Potere, perché la prima ha al proprio centro la polarità della dipendenza e la seconda quella dell’autonomia, dell’intraprendenza.

Ma è perfettamente normale, trattandosi di strategie legate a bisogni psicologici profondi per ogni essere umano, che tutte e due siano espresse.

La capacità di soddisfare i propri bisogni e desideri, data dal Potere, non servirebbe a nulla se non ci fosse la debolezza di provare dei bisogni e dei desideri, data dal Bisogno.

Come già accennato, lo squilibrio si ha solo quando una persona si immedesima troppo con una sola strategia e tende a reprimerne un’altra.

Non parleremo, tuttavia, di squilibri e di possibili terapie. Non sono un terapeuta e non lo voglio essere.

Sono un cacciatore di esser umani e di me stesso.

Parleremo di come stanare in noi e negli altri questi squilibri.

Forse li userai per aiutarli, forse per sfruttarli, forse per riequilibrarti.

A te la scelta.

Iniziamo dalla prima strategia di vita di ognuno di noi. Infatti anche “l’uomo che non deve chiedere mai” è stato un bebè che se la faceva addosso e piangeva per avere un po’ di latte.

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BISOGNO & POTERE

In natura, la visione di un cucciolo o di un bambino piccolo con sguardo indifeso, occhi grandi, aspetto fragile di chi non ce la fa da solo, stimola sentimenti di protezione.

Nel Giappone nel dopoguerra sentendosi sperduti, impauriti per la devastazione delle bombe atomiche, ma non potendosi per cultura permettere il lusso di mostrare debolezza e dipendenza, hanno iniziato a disegnare personaggi femminili nei manga con occhi enormi, diversissimi dai loro occhi a mandorla, sui quali proiettare la debolezza e il bisogno di cure che non potevano riconoscere in se stessi.

Se in compagnia di una persona o alla vista di un personaggio disegnato, ci sentiamo particolarmente forti, capaci, furbi, intelligenti, coraggiosi…potenti..significa che questa persona sta adottando una strategia basata sul bisogno.

Forse lo fa per condizione o forse lo fa per calcolo, come il gatto dell’immagine.

Chi funziona sul Bisogno rinuncia ad esprimere la sua potenza e cerca di legarsi a persone più forti che lo nutrano e lo proteggano, oppure rinuncia a pensare in autonomia e si lega a qualche religione o guru, in alcuni casi si affida completamente al parere di un medico al quale delega tutta l’autorità. E’ facile essere in situazione di Bisogno se siamo costretti a rivolgerci ad un medico.

Davanti a chi manifesta potere perché riveste un ruolo autoritario come ad esempio politici, santoni, professionisti, poliziotti, medici… o posizioni di responsabilità in genere è facile sentirsi incapaci, ignoranti, infantili, bisognosi.

Può capitare a tutti, ma per colui che interpreta sempre il ruolo di chi ha bisogno di aiuto, è normale essere attratto da queste persone che offrono l’illusione di poter soddisfare il bisogno di dipendenza assumendosi anche la capacità, la decisione, l’autonomia e il potere dell’altro.

L’attrazione è reciproca, infatti chi esercita una qualche forma di potere, magari perché spinto fin dalla più tenera età a cavarsela da solo a dimostrare autonomia per ricevere apprezzamento e amore, cercherà di circondarsi di persone che manifestino Bisogno, per poter proiettare su di loro la propria debolezza e continuare a recitare il ruolo del potente.

Le persone incentrate sul Bisogno pagano un prezzo, fisicamente, per non sembrare potenti e rinunciare alla propria forza assoggettandosi alla complicità dei potenti. 

Quando la strategia non è occasionale ma continua, il corpo si presenta privo di potenza, esile, con una certa tensione nervosa data dall’energia trattenuta perché non si manifesti. Le gambe sono deboli, hanno torace e spalle piuttosto stretti rispetto alle proporzioni del loro corpo, hanno un atteggiamento fisico di tipo concavo con respiro corto finalizzato a non gonfiare il petto. 

Al contrario, chi si basa sul Potere in modo continuo finisce per avere una struttura espansa rispetto alla condizione normale, come se i polmoni facessero uscire meno aria di quante ne entra, sono ben eretti, il loro torace si espande orizzontalmente ma non molto verticalmente, per cui il diaframma non ha la giusta escursione ritmica per massaggiare il contenuto della cavità addominale, e ne consegue una certa mancanza di mobilità in questa zona. La schiena e le gambe sono in uno stato permanente di tensione perché chi si basa sul Potere pone attenzione solo sulla parte frontale e superiore del corpo, come nell’immagine caricaturale del body builder con il tronco enorme rispetto alle gambe e le braccia ruotate in avanti come un granchio per via della troppa attenzione a cio che per primo esprime potenza, ovvero la parte frontale e superiore del corpo. 

Pensa di essere generoso, aiutando gli altri, ma lo fa solo per sentirsi più potente e la sua generosità spesso finisce per privare gli altri della propria autonomia, autostima, capacità di fare da soli.

E’ il motivo per cui molti figli maschi di ricchi e potenti finiscono per sembrare delle ragazze e in galera lo sembrerebbero moltissimo.

Le strategie usate per sopravvivere sono tutte funzionali ed utili, ma se utilizzate in modo continuo e preferenziale sono delle debolezze.

Oltre alle caratteristiche fisiche, è facile individuare altri sintomi delle due strategie nelle scelte e nel comportamento delle persone: da una parte avremo un individuo che guida una vecchia utilitaria che consumi poco, che accetta consigli su tutto, che si lascia trasportare dal gruppo di amici, che cerca un posto fisso da dipendente poco pagato ma sicuro,  che cerca di fare amicizia con persone più ricche, più capaci, più importanti.

Dall’altra parte avremo un individuo che nel gruppo di amici vuole decidere dove si va, che vuole instaurare un rapporto paterno o di superiorità, che dispensi consigli, che ha una macchina grossa che consuma molto, che ha status symbol vistosi, che cerca un lavoro in cui poter dirigere e comandare gli altri, che pratica sport di forza in cui si possa prediligere la parte anteriore e superiore del corpo, come nuoto, canottaggio, body building fatto male.

E’ normalissimo partire da una condizione infantile di Bisogno e cercare di affermare la propria autonomia cercando il Potere nell’adolescenza e nella fase adulta, così come è normale regredire ad una fase di Bisogno se messi sotto stress o spaventati.

Per questo motivo ho posto nella costellazione il bisogno ed il potere sulla stessa linea, da Bisogno e dipendenza si passa naturalmente ad autonomia e indipendenza, Potere.

L’importante è non diventare la caricatura di uno o dell’altro aspetto, immedesimandocisi troppo.

E’ un punto debole.

Il gatto di Shrek con quegli occhioni ha colpito una generazione di spettatori proprio perché nella nostra società sono molto premiati ed incoraggiati l’intraprendenza, la manifestazione di status symbol, il successo, il gallo ruspante e l’uomo che non deve chiedere mai.

Così, davanti a quel gatto con gli occhioni spalancati… ci siamo tutti inteneriti.

Proprio perché ci stava mostrando una parte di noi che non abbiamo il coraggio di guardare… e ci fa molto comodo poterla vedere negli altri per sentirci potenti.

Ho descritto queste due strategie insieme perché così come nei film e nei cartoni animati, anche nella vita reale chi adotta una di queste finirà spesso per girare in coppia col suo opposto, come Ollio e Stanlio: sono immagini archetipiche ben presenti in ogni cultura.

E’ abbastanza chiaro che il modo per manipolare chi esprima Bisogno è quello di mostrarsi forti e dare ordini, mentre all’opposto il modo di manipolare chi ostenti Potere è quello di mandare in scena il nostro “gatto di Shrek interiore”.

Buona Caccia!

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